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Modello di Organizzazione

Modello di Organizzazione

PARTE GENERALE

1. PREMESSA

Gianni Versace S.p.A., (di seguito anche “Società"/“Versace"), con riferimento alla disciplina della responsabilità amministrativa delle società per taluni reati, introdotta con D. Lgs. 231/2001 e successivamente integrata e modificata, ha inteso procedere all’adeguamento alle nuove normative dei propri modelli organizzativi, di gestione e di controllo. Tale adeguamento è inserito in un più ampio processo di verifica dei modelli di indirizzo e controllo previsti dal Codice di Autodisciplina in tema di Corporate Governance.
Il presente “Modello di organizzazione, gestione e controllo" (appresso, per brevità, il “Modello") è stato adottato dal Consiglio di Amministrazione di Gianni Versace S.p.A. (di seguito “CdA") con delibera del 25 Ottobre 2007. Le successive modifiche/integrazioni al Modello sono state approvate dal CdA in data 28 Marzo 2011, nel CdA del 17/12/2012 Il Modello si ispira alle “Linee Guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/01" emesse da Confindustria il 7 marzo, 3 ottobre 2002 e 31 marzo 2008, nel rispetto dei principi e delle regole sostanziali sanciti dal Codice Etico adottato dal Consiglio di Amministrazione di Gianni Versace S.p.A. in data 25 Ottobre 2007.

2. DEFINIZIONI

“Destinatari":

  • gli Amministratori e tutti coloro che rivestono nella Società funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione, anche di fatto, di Gianni Versace S.p.A. o comunque di un sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale;
  • i dipendenti (per tali intendendosi tutti coloro che sono legati alla Società da un rapporto di lavoro subordinato, ivi inclusi i dirigenti);
  • i collaboratori sottoposti alla direzione o vigilanza del management aziendale della Società (di seguito i “Destinatari").
"Modello": il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal D. Lgs. 231/2001.

"D. Lgs. 231/2001" o anche, brevemente “Decreto": il Decreto Legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001 e successive modifiche e/o integrazioni.

"Operazioni Sensibili": operazioni o atti che si collocano nell’ambito dei Processi Sensibili e possono avere natura commerciale, finanziaria, o societaria.

"Organi Sociali": i membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale di Gianni Versace S.p.A.

"Organo di Vigilanza": organismo preposto alla vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza del Modello e al relativo aggiornamento.

"P.A.": la Pubblica Amministrazione, inclusi i relativi funzionari e i soggetti incaricati di pubblico servizio.

"Partner": controparti contrattuali di Gianni Versace S.p.A., quali ad esempio fornitori, agenti, Partner, sia persone fisiche che persone giuridiche, con cui Gianni Versace S.p.A. addivenga ad una qualunque forma di collaborazione contrattualmente regolata, ove destinati a cooperare con l’azienda nell’ambito dei Processi Sensibili.

"Processi Sensibili": attività di Gianni Versace S.p.A. nel cui ambito ricorre il rischio di commissione dei Reati.

"Reati": i reati ai quali si applica la disciplina prevista dal D. Lgs. 231/2001 e successive modifiche e variazioni.

3. IL DECRETO LEGISLATIVO 231/2001 - SOGGETTI, FATTISPECIE CRIMINOSE E SANZIONI

3.1. Responsabilità Amministrativa degli Enti

La responsabilità amministrativa da reato delle società, e degli enti in genere, è stata introdotta dal D. Lgs. 231/2001, recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica", e discende da alcuni reati commessi, nell’interesse o a vantaggio degli enti citati, da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso e, infine, da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati.

La responsabilità della società è diretta, e si aggiunge a quella personale della persona fisica che ha commesso il reato.

La finalità perseguita dal legislatore è di imputare conseguenze sanzionatorie, per gli illeciti penali previsti, direttamente alla società, comminando alla stessa sanzioni, di varia gradazione ed in prevalenza pecuniarie, anche col fine di prevenzione nella commissione dei reati. Per tutti gli illeciti commessi è sempre prevista l’applicazione di una sanzione pecuniaria; per i casi più gravi sono previste anche misure interdittive, quali la sospensione o revoca di licenze e concessioni, il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione, l’interdizione dall’esercizio dell’attività, l’esclusione o revoca di finanziamenti e contributi, il divieto di pubblicizzare beni e servizi. Una ancor più spiccata funzione di prevenzione è affidata al sistema di esonero della responsabilità per la società, di cui appresso.

3.2. I reati previsti dal Decreto

I reati, dal cui compimento è fatta derivare la responsabilità amministrativa dell’ente, sono quelli espressamente e tassativamente richiamati dal D. Lgs. 231/2001 e successive modifiche ed integrazioni.

Si elencano di seguito i reati attualmente ricompresi nell’ambito di applicazione del D. Lgs. 231/2001 e da leggi speciali ad integrazione dello stesso:

  1. 1. Reati contro la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25):
    • Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o di altro ente pubblico o dell’Unione europea (art. 316-ter c.p.);
    • Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico o dell’Unione Europea (art. 316-bis c.p.);
    • Concussione (art. 317 c.p.) – come modificata dall’art. 77 lett. a) della L.190/2012;
    • Truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico (art. 640, comma 2, n. 1, c.p.);
    • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);
    • Frode informatica a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.);
    • Corruzione (artt. 318, 319, 320, 322-bis c.p.);
    • Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);
    • Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.).
  2. 2. Delitti informatici e trattamento illecito di dati introdotti dalla Legge 48/2008 (art. 24-bis):
    • Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
    • Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
    • Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);
    • Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
    • Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies c.p.);
    • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
    • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro Ente Pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
    • Danneggiamento di sistemi informatici e telematici (art. 635- quater c.p.);
    • Danneggiamento di sistemi informatici e telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
    • Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.).
  3. 3. Delitti di criminalità organizzata introdotti dalla Legge 94/2009 (art. 24 ter):
    • Associazione per delinquere, anche diretta a commettere taluno dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602, nonché all’articolo 12, comma 3-bis, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (art 416 c.p.);
    • Associazioni di tipo mafioso anche straniere (art. 416-bis c.p.);
    • Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.);
    • Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.);
    • Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309);
    • Delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo, escluse quelle previste dall'articolo 2 comma 3, della legge 18 aprile 1975, n. 110 (art. 407 comma 2, lett. a), numero 5) c.p.p.).
  4. 4. Reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, introdotti dalla Legge 409/2001 e modificati con Legge 99/2009 (art. 25-bis):
    • Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.);
    • Alterazione di monete (art. 454 c.p.);
    • Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 460 c.p.);
    • Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.);
    • Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);
    • Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.);
    • Uso di valori bollati contraffatti o alterati (art. 464, commi 1 e 2, c.p.);
    • Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.);
    • Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (473 c.p.);
    • Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (474 c.p.).
  5. 5. Delitti contro l’industria e il commercio, introdotti dalla Legge 99/2009 (art. 25-bis 1):
    • Turbata libertà dell’industria o del commercio (art. 513 c.p.);
    • Illecita concorrenza con minaccia o violenza (art. 513-bis c.p.);
    • Frodi contro le industrie nazionali (art. 514 c.p.);
    • Frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.);
    • Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.);
    • Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.);
    • Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.);
    • Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater c.p.).
  6. 6. Reati societari, introdotti dal D. Lgs. 61/2002 e modificati dalla Legge 262/2005, dalla Legge 190/2012 (art. 25-ter) e dalla Legge 68/2015:
    • False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);
    • Fatti di lieve entità (art 2621-bis c.c)
    • False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (art. 2622 c.c.);
    • Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 2624, commi 1 e 2 c.c.);
    • Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);
    • Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);
    • Indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.);
    • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);
    • Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);
    • Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);
    • Omessa comunicazione del conflitto di interessi (art. 2629-bis c.c.);
    • Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);
    • Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);
    • Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);
    • Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, commi 1 e 2, c.c.);
    • Delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell’articolo 2635 del codice civile così come modificato dall’art. 76 della L.190/2012.
  7. 7. Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, introdotti dalla Legge 7/2003 (art. 25 quater):
    • Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico (art. 270-bis c.p.);
    • Assistenza agli associati (art. 270-ter c.p.);
    • Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale art. 270-quater c.p.);
    • Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale (art. 270-quinques c.p.);
    • Condotte con finalità di terrorismo (art. 270-sexies c.p.);
    • Attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p.);
    • Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (art. 280-bis c.p.);
    • Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione (art. 289-bis c.p.);
    • Misure urgenti per la tutela dell’ordine democratico e della sicurezza pubblica (art. 1 d.l. 15/12/1979, n. 625 conv. con modif. in l. 6/02/1980, n. 15);
    • Convenzione internazionale per la repressione del finanziamento del terrorismo New York 9 dicembre 1999 (art. 2).
  8. 8. Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili introdotti dalla Legge 7/2006 (art. 25–quater. 1):
    • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.).
  9. 9. Reati contro la personalità individuale, introdotti dalla Legge 228/2003 e modificati con la Legge 38/2006 (art. 25 quinquies):
    • Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 c.p.);
    • Prostituzione minorile (art. 600-bis, commi 1 e 2, c.p.);
    • Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.);
    • Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);
    • Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater c.p.);
    • Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.);
    • Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);
    • Tratta di persone (art. 601 c.p.)
  10. 10. Reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato, introdotti dalla Legge 62/2005 e modificati dalla Legge 262/2005 (art. 25-sexies):
    • Abuso di informazioni privilegiate (art. 184 D. Lgs. 58/1998);
    • Manipolazione del mercato (art. 185 D. Lgs. 58/1998).
  11. 11. Reati transnazionali, introdotti dalla Legge 146/2006:
    • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);
    • Associazioni di tipo mafioso anche straniere (art. 416-bis c.p.);
    • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (DPR 43/1973, art. 29- quater);
    • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (DPR 309/1990, art. 74);
    • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (D.Lgs. 286/1998 art. 12);
    • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.);
    • Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).
  12. 12. Reati colposi commessi in violazione della normativa antinfortunistica e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro, introdotti dalla Legge 123/2007(art. 25-septies):
    • Omicidio colposo (art. 589 c.p.);
    • Lesioni personali colpose, gravi o gravissime (art. 590 c.p.).
  13. 13. Reati in materia di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita introdotti dal D.Lgs. 231/2007 (art. 25-octies):
    • Ricettazione (art. 648 c.p.);
    • Riciclaggio (art. 648-bis c.p.);
    • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.);
    • Autoriciclaggio (art. 648-ter 1 c.p).
  14. 14. Delitti in materia di violazione del diritto d’autore, introdotti dalla Legge 99/2009 (art. 25-novies):
    • Immissione su sistemi di reti telematiche, a disposizione del pubblico, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta o di parte di essa (art. 171 comma 1, lett. a-bis), Legge 633/1941);
    • Reati di cui al punto precedente commessi in riferimento ad un’opera altrui non destinata alla pubblicazione, ovvero con usurpazione della paternità dell'opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell'opera medesima, qualora ne risulti offesa all'onore o alla reputazione dell'autore (art. 171, comma 3, Legge 633/1941);
    • Abusiva duplicazione, per trarne profitto, di programmi per elaboratore; importazione, distribuzione, vendita, detenzione a scopo commerciale o imprenditoriale o concessione in locazione di programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE; predisposizione di mezzi intesi unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l'elusione funzionale di dispositivi applicati a protezione di un programma per elaboratori (art. 171-bis, comma 1, Legge 633/1941);
    • Riproduzione, trasferimenti su altro supporto, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico del contenuto di una banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 64-quinquies e 64-sexies Legge 633/1941, al fine di trarne profitto e su supporti non contrassegnati SIAE; estrazione o reimpiego della banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 102-bis e 102-ter Legge 633/41; distribuzione, vendita e concessione in locazione della banca di dati (art. 171-bis, comma 2, Legge 633/1941);
    • Abusiva duplicazione, riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, di un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; abusiva riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico, con qualsiasi procedimento, di opere, o parti di opere, letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati; detenzione per la vendita o la distribuzione, messa in commercio, concessione in noleggio o comunque cessione a qualsiasi titolo, proiezione in pubblico, trasmissione a mezzo della televisione con qualsiasi procedimento, trasmissione a mezzo della radio, ascolto in pubblico delle duplicazioni o riproduzioni abusive menzionate; detenzione per la vendita o la distribuzione, messa in commercio, vendita, noleggio, cessione a qualsiasi titolo, trasmissione a mezzo della radio o della televisione con qualsiasi procedimento, di videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, o di altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della Legge 633/1941, l'apposizione di contrassegno SIAE, privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato; ritrasmissione o diffusione con qualsiasi mezzo, in assenza di accordo con il legittimo distributore, di un servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni ad accesso condizionato; introduzione nel territorio dello Stato, detenzione per la vendita o la distribuzione, distribuzione, vendita, concessione in noleggio, cessione a qualsiasi titolo, promozione commerciale, installazione di dispositivi o elementi di decodificazione speciale che consentono l'accesso ad un servizio criptato senza il pagamento del canone dovuto; fabbricazione, importazione, distribuzione, vendita, noleggio, cessione a qualsiasi titolo, pubblicizzazione per la vendita o il noleggio, o detenzione per scopi commerciali, di attrezzature, prodotti o componenti, ovvero prestazione di servizi che abbiano la prevalente finalità o l'uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche di cui all' art. 102-quater, Legge 633/1941 ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l'elusione di predette misure; rimozione abusiva o alterazione delle informazioni elettroniche di cui all'articolo 102-quinquies, ovvero distribuzione, importazione a fini di distribuzione, diffusione per radio o per televisione, comunicazione o messa a disposizione del pubblico di opere o altri materiali protetti dai quali siano state rimosse o alterate le informazioni elettroniche stesse (art. 171-ter comma 1, Legge 633/1941);
    • Riproduzione, duplicazione, trasmissione o abusiva diffusione, vendita o messa in commercio, cessione a qualsiasi titolo o abusiva importazione di oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti connessi; comunicazione al pubblico, a fini di lucro, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, o parte di essa; commissione di uno dei reati di cui al punto precedente esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti connessi; promozione o organizzazione delle attività illecite di cui al punto precedente (art. 171-ter comma 2, Legge 633/1941);
    • Mancata comunicazione alla SIAE, da parte di produttori o importatori dei supporti non soggetti al contrassegno di cui all'articolo 181-bis Legge 633/1941, entro trenta giorni la data di immissione in commercio sul territorio nazionale o di importazione, dei dati di identificazione dei supporti non soggetti al contrassegno o falsa dichiarazione di detti dati (art. 171-septies, Legge 633/1941);
    • Fraudolenta produzione, vendita, importazione, promozione, installazione, modifica, utilizzazione per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale (art. 171-octies, Legge 633/1941).
  15. 15. Reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria introdotto dalla Legge 116/2009 (art. 25-decies):
    • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.).
  16. 16. Reati ambientali, introdotti nel Decreto dal D.Lgs. 121/2011 (art. 25-undecies) modificato con la Legge 68/2015
    • Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727-bis c.p.);
    • Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733-bis c.p.);
    • Scarichi di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose, in assenza di autorizzazione o dopo che la stessa sia stata sospesa o revocata e scarico nelle acque del mare, da parte di navi o aeromobili, di sostanze o materiali per i quali vige il divieto assoluto di sversamento (art. 137 commi 2, 3, 5, 11 e 13 D.Lgs. 152/2006);
    • Attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 commi 1, 3, 5 e 6 secondo periodo D.Lgs. 152/2006);
    • Omessa bonifica dei siti in conformità al progetto approvato dall’autorità competente (art. 257 commi 1 e 2 D.Lgs. 152/2006);
    • Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (art. 258 comma 4 secondo periodo D.Lgs. 152/2006);
    • Traffico illecito di rifiuti (art. 259 comma 1 D.Lgs. 152/2006);
    • Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 commi 1 e 2 D.Lgs. 152/2006);
    • Falsità ideologica del certificato di analisi dei rifiuti, anche utilizzato nell’ambito del SISTRI – Area Movimentazione, e falsità ideologica e materiale della scheda SISTRI – Area Movimentazione (art. 260-bis D.Lgs. 152/2006);
    • Superamento di valori limite di emissione che determinano il superamento dei valori limite di qualità dell’aria (art. 279 comma 5 D.Lgs. 152/2006);
    • Inquinamento Ambientale (art 452 –bis c.p)
    • Disastro ambientale (art 452 – quater c.p)
    • Delitti colposi contro l’ambiente (art 452 – quinquies c.p)
    • Circostanze aggravanti (art 452 – octies c.p) – quando l’associazione di cui all’art 416 è diretta, in via esclusiva o concorrente, allo scopo di commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo, le pene previste dal medesimo articolo 416 sono aumentate;
    • Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art 452 – sexies c.p)
    • Importazione, esportazione, riesportazione di esemplari appartenenti alle specie protette di cui agli Allegati A, B e C del Regolamento CE n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e s.m.i.; omessa osservanza delle prescrizioni finalizzate all’incolumità degli esemplari appartenenti alle specie protette; uso dei predetti esemplari in modo difforme dalle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi o certificativi; trasporto e transito degli esemplari in assenza del certificato o della licenza prescritti; commercio di piante riprodotte artificialmente in contrasto con le prescrizioni di cui all’art. 7 par. 1 lett. b) Regolamento CE n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e s.m.i.; detenzione, uso per scopo di lucro, acquisto, vendita, esposizione o detenzione per la vendita o per fini commerciali, offerta in vendita o cessione di esemplari senza la prescritta documentazione (artt. 1 e 2 Legge n. 150/1992);
    • Falsificazione o alterazione di certificati, licenze, notifiche di importazione, dichiarazioni, comunicazioni di informazioni previste dall'art. 16, par. 1, lett. a), c), d), e), ed l), del Regolamento CE n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e ss.mm.ii. (art. 3 Legge n. 150/1992);
    • Detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi e rettili provenienti da riproduzioni in cattività che costituiscano pericolo per la salute e per l'incolumità pubblica (art. 6 Legge n. 150/1992);
    • Cessazione e riduzione dell’impiego di sostanze lesive (art. 3 Legge n. 549/1993);
    • Inquinamento doloso, colposo di nave battente qualsiasi bandiera (artt. 8 e 9 D,Lgs n. 202/2007).
  17. 17. Reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, introdotto dal D.Lgs. n. 109/2012 (art. 25-duodecies).
3.3. Le sanzioni comminate dal Decreto

Il sistema sanzionatorio descritto dal D. Lgs. 231/2001, a fronte del compimento dei reati sopra elencati, prevede, a seconda degli illeciti commessi, l’applicazione delle seguenti sanzioni amministrative:

  • sanzioni pecuniarie;
  • sanzioni interdittive;
  • confisca;
  • pubblicazione della sentenza.

Le sanzioni interdittive che possono essere comminate solo laddove espressamente previsto, sono le seguenti:

  • interdizione dall’esercizio dell’attività;
  • sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
  • divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione;
  • esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, e/o revoca di quelli eventualmente già concessi;
  • divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Il D.Lgs. 231/2001 prevede, inoltre, che qualora vi siano i presupposti per l'applicazione di una sanzione interdittiva che disponga l'interruzione dell'attività della società, il giudice, in luogo dell'applicazione di detta sanzione, possa disporre la prosecuzione dell'attività da parte di un commissario giudiziale nominato per un periodo pari alla durata della pena interdittiva che sarebbe stata applicata, quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • la società svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità la cui interruzione può provocare un grave pregiudizio alla collettività;
  • l'interruzione dell'attività può provocare rilevanti ripercussioni sull'occupazione, tenuto conto delle dimensioni della società e delle condizioni economiche del territorio in cui è situata.
3.4. Esonero di responsabilità

L’art. 6 del D.Lgs. 231/2001 stabilisce che lo stesso non risponde a titolo di responsabilità amministrativa, qualora dimostri che:

  • l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  • il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli e di curarne il relativo aggiornamento, è stato affidato ad un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
  • le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione gestione e controllo;
  • non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'Organismo di Vigilanza.

L’adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo consente, quindi, all’ente di potersi sottrarre alla condanna per l’illecito dipendente da reato. La mera adozione di tale documento, con delibera dell’organo amministrativo dell’ente, non è, tuttavia, di per sé sufficiente ad escludere la responsabilità amministrativa, essendo necessario che il Modello sia efficacemente ed effettivamente attuato. Con riferimento all’efficacia del modello di organizzazione, gestione e controllo per la prevenzione della commissione dei reati previsti dal D. Lgs. 231/2001, si richiede che esso:

  • individui le attività aziendali nel cui ambito possono essere commessi i reati;
  • preveda specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire;
  • individui modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati;
  • preveda obblighi di informazione nei confronti dell'organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli;
  • introduca un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello di organizzazione, gestione e controllo.

Con riferimento all’effettiva applicazione del suddetto Modello, il D. Lgs. 231/2001 richiede:

  • una verifica periodica, e, nel caso in cui siano scoperte significative violazioni delle prescrizioni imposte dal Modello o intervengano mutamenti nell’organizzazione o nell’attività dell’ente ovvero modifiche legislative, la modifica del documento;
  • l’irrogazione di sanzioni in caso di violazione delle prescrizioni imposte dal Modello.

4. IL MODELLO DI GIANNI VERSACE S.p.A.

Gianni Versace S.p.A., in coerenza con i principi etici e di governance ai quali ha orientato le proprie regole di comportamento, ha ritenuto doveroso adottare il presente Modello con la delibera del Consiglio di Amministrazione sopra menzionata al punto 1 (in conformità al disposto dell’art. 6 comma I, lettera a) del D. Lgs 231/2001) ed ha istituito l’O.d.V..
L’adozione e l’efficace attuazione del Modello non solo consente a Gianni Versace S.p.A. di beneficiare dell’esimente prevista dal D. Lgs. 231/2001 ma migliora, nei limiti previsti dallo stesso, la sua Corporate Governance, limitando il rischio di commissione dei reati. Scopo del Modello è la predisposizione di un sistema strutturato ed organico di procedure ed attività di controllo (preventivo, in itinere ed ex post) che abbia come obiettivo la riduzione del rischio di commissione dei reati mediante la individuazione dei Processi Sensibili e la loro conseguente proceduralizzazione.
L’adozione e l’efficace attuazione del Modello non soltanto costituisce il requisito perché la Società possa beneficiare dell’esenzione da responsabilità, ma si pone anche come integrazione delle regole di Corporate Governance.
Il Modello sarà suscettibile di eventuali modifiche e integrazioni secondo le medesime formalità con cui è stato approvato.

4.1. La funzione del Modello e i principi ispiratori

Scopo del Modello è la predisposizione di un sistema strutturato ed organico di procedure ed attività di controllo (preventive ed ex post) che abbia come obiettivo la prevenzione del rischio di commissione dei Reati.

I principi e le regole contenuti nel Modello intendono far acquisire ai soggetti (componenti degli Organi Sociali, dipendenti, Partner a vario titolo, ecc.) che operano in nome e/o per conto e/o nell’interesse della Società, e la cui attività potrebbe sconfinare nella commissione di reati, la piena consapevolezza che determinati comportamenti costituiscono illecito penale, la cui commissione è totalmente inaccettabile, fermamente condannata e contraria agli interessi di Gianni Versace S.p.A. anche qualora apparentemente quest’ultima sembrerebbe poterne trarre vantaggio. A questo va aggiunta l’ulteriore consapevolezza che la commissione del reato comporterà, oltre alle sanzioni previste dalla legge, anche sanzioni di tipo interno, disciplinare o di altra natura.

Sotto un altro profilo Gianni Versace S.p.A., grazie ad un costante monitoraggio dell’attività aziendale ed alla possibilità di reagire tempestivamente, si pone in condizione di prevenire la commissione dei reati e/o di irrogare agli autori le sanzioni che si renderanno opportune. Fondamentali appaiono a tal fine i compiti affidati all’Organo di Vigilanza, deputato a svolgere il controllo sull’operato delle persone nell’ambito dei Processi Sensibili.

Nella predisposizione del presente Modello si è tenuto conto delle procedure e dei sistemi di controllo esistenti ed operanti in Gianni Versace S.p.A., ove giudicati idonei a valere anche come misure di prevenzione dei Reati e controllo sui Processi Sensibili. Pertanto, il presente Modello, fermo restando la sua finalità peculiare relativa al D.Lgs. 231/2001, si inserisce nel più ampio sistema di controllo costituito principalmente dalle regole di Corporate Governance e dal Sistema di Controllo Interno (SCI) in essere in azienda.

In particolare, quali specifici strumenti già esistenti e diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni della Gianni Versace S.p.A. anche in relazione ai Reati da prevenire, Gianni Versace S.p.A. ha individuati i seguenti:

  • le normative applicabili che recepiscono i principi di Corporate Governance e le best practices internazionali;
  • il Sistema di Controllo Interno, e quindi le procedure aziendali, la documentazione e le disposizioni inerenti la struttura gerarchico-funzionale aziendale ed organizzativa, ed il sistema di controllo di gestione;
  • il Codice Etico aziendale;
  • le norme inerenti il sistema amministrativo, contabile, finanziario e di reporting del Gruppo;
  • la comunicazione al personale e la formazione dello stesso;
  • il sistema disciplinare di cui ai CCNL;
  • in generale, la normativa italiana e straniera applicabile.

I principi, le regole e le procedure di cui agli strumenti sopra elencati non vengono riportati in modo dettagliato nel presente Modello ma fanno parte del più ampio sistema di organizzazione e controllo che lo stesso intende integrare. I principi cardine a cui il Modello si ispira, oltre a quanto sopra indicato, sono:

  1. i requisiti indicati dal D. Lgs. 231/2001 ed in particolare:
    • la attribuzione ad un Organo di Vigilanza del compito di promuovere l’attuazione efficace e corretta del Modello anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti aziendali ed il diritto ad una informazione costante sulle attività rilevanti ai fini del D. Lgs. 231/2001;
    • la messa a disposizione dell’Organo di Vigilanza di risorse adeguate a supportarlo nei compiti affidatigli ed a raggiungere risultati ragionevolmente ottenibili;
    • l’attività di verifica del funzionamento del Modello con conseguente aggiornamento periodico;
    • l’attività di sensibilizzazione e diffusione a tutti i livelli aziendali delle regole comportamentali e delle procedure istituite.
  2. i principi generali di un adeguato sistema di controllo interno ed in particolare:
    • la verificabilità e documentabilità di ogni operazione rilevante ai fini del D. Lgs. 231/2001;
    • il rispetto del principio della separazione delle funzioni;
    • la definizione di poteri autorizzativi coerenti con le responsabilità assegnate;
    • la comunicazione all’Organismo di Vigilanza delle informazioni rilevanti.
  3. infine, nella attuazione del sistema di controllo, pur nella doverosa opera di verifica generale dell’attività sociale, si deve dare priorità alle aree in cui vi è una significativa probabilità di commissione dei Reati ed un alto valore / rilevanza delle Operazioni Sensibili.
4.2. Adozione e Modifiche del Modello

Sebbene l’adozione del Modello sia prevista per legge come facoltativa e non obbligatoria, la Gianni Versace S.p.A., in conformità alle sue politiche aziendali, ha ritenuto necessario procedere con l’adozione del presente Modello di organizzazione, gestione e controllo che ha approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione in data 28 marzo 2011 e altresì istituito il proprio Organo di Vigilanza.
Poiché il presente Modello costituisce un “atto di emanazione dell’organo dirigente" (in conformità alle prescrizioni dell’art. 6, comma I, lettera a del D.Lgs. 231/2001) le modifiche e le integrazioni sono rimesse alla competenza del Consiglio di Amministrazione.

Le modifiche e/o integrazioni di carattere sostanziale del Modello (intendendosi per tali le modifiche delle regole e dei principi generali in esso contenuti e, in particolare, qualsiasi modifica che possa riguardare i capitoli 4,5 e 7 della Parte Generale e le Parti Speciali del presente Modello) sono di competenza del Consiglio di Amministrazione. Ogni altra modifica (di natura meramente formale e non avente pertanto carattere sostanziale) è di competenza dell’Amministratore Delegato, fermo restando che, annualmente, il Consiglio di Amministrazione ratificherà le modifiche eventualmente apportate da quest’ultimo.

Alla luce della necessità di mantenere aggiornato il Modello affinché risulti idoneo alla prevenzione della commissione dei reati presupposto previsti, con delibera del Consiglio di Amministrazione del gg/mese/anno, viene approvata l’attuale versione che recepisce la valutazione aziendale rispetto all’applicabilità al contesto operativo della Società dei reati ambientali introdotti nell’Agosto del 2011.

4.3. Destinatari

Le disposizioni del presente Modello sono vincolanti per gli Amministratori e per tutti coloro che rivestono nella Società funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione o comunque di un sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, per i dipendenti (per tali intendendosi tutti coloro che sono legati alla Società da un rapporto di lavoro subordinato, ivi inclusi i dirigenti), per i collaboratori sottoposti alla direzione o vigilanza del management aziendale della Società (di seguito i “Destinatari").

4.4. Percorso Metodologico di Definizione del Modello
4.4.1. Mappatura delle attività a rischio-reato

Il Modello intende uniformare il sistema aziendale di prevenzione e gestione dei rischi alle disposizioni del Decreto Legislativo 231.
Il D. Lgs. 231/2001 prevede espressamente, al relativo art. 6, comma 2, lett. a), che il modello di organizzazione, gestione e controllo dell’ente individui le attività aziendali, nel cui ambito possano essere potenzialmente commessi i reati inclusi nel Decreto.
Di conseguenza, la Società ha proceduto ad un’approfondita analisi delle proprie attività aziendali.
Successivamente, ha effettuato l’analisi delle proprie attività aziendali sulla base delle informazioni raccolte dai referenti aziendali che, in ragione del ruolo ricoperto, risultano provvisti della più ampia e profonda conoscenza dell’operatività del settore aziendale di relativa competenza.

I risultati dell’attività sopra descritta sono stati raccolti in una scheda descrittiva (c.d. Matrice delle Attività a Rischio–Reato), che illustra in dettaglio i profili di rischio di commissione dei reati richiamati dal D.Lgs. 231/2001, nell’ambito delle attività proprie di Gianni Versace S.p.A..
In particolare, nella Matrice delle Attività a Rischio-Reato sono rappresentate le aree aziendali a rischio di possibile commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001 (c.d. "attività sensibili"), i reati associabili, gli esempi di possibili modalità e finalità di realizzazione degli stessi, nonché i processi nel cui svolgimento, sempre in linea di principio, potrebbero crearsi le condizioni, gli strumenti e/o i mezzi per la commissione dei reati stessi (c.d. "processi strumentali").
Nello specifico, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati previsti dal D. Lgs. 231/2001 nelle seguenti aree di attività aziendale, che vengono riportate come indicate nella Matrice delle Attività a Rischio–Reato:

  • A. Gestione dei rapporti di "alto profilo" con Soggetti appartenenti alla Pubblica Amministrazione;
  • B. Gestione dei rapporti con gli enti pubblici competenti in occasione di adempimenti connessi all'attività caratteristica, anche in sede di verifiche ed ispezioni;
  • C. Gestione dei rapporti con soggetti terzi e con le altre Società del Gruppo connessi all'attività caratteristica;
  • D. Commercializzazione e promozione di prodotti attraverso tutti i canali di vendita (wholesale, retail & e-commerce);
  • E. Gestione del sistema sicurezza ai sensi del D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza);
  • F. Gestione degli adempimenti in materia ambientale ai sensi del D. Lgs. 121/2011;
  • G. Gestione degli adempimenti richiesti dalla normativa vigente non connessi all'attività caratteristica anche in sede di verifiche ed ispezioni;
  • H. Gestione degli adempimenti necessari alla richiesta di finanziamenti e predisposizione della relativa documentazione;
  • I. Gestione degli adempimenti in materia di assunzioni, cessazione del rapporto di lavoro, retribuzioni, ritenute fiscali e contributi previdenziali e assistenziali, relativi a dipendenti e collaboratori;
  • J. Gestione dei contenziosi giudiziali e delle problematiche connesse;
  • K. Utilizzo, gestione e manutenzione dei sistemi informativi aziendali;
  • L. Gestione della contabilità generale e formazione del bilancio;
  • M. Adempimenti societari.

In considerazione delle aree di attività aziendale sopra riportate sono risultati potenzialmente realizzabili nel contesto aziendale i seguenti reati:

  • Art. 24: Truffa in danno dello Stato o di altro Ente Pubblico, Indebita percezione di erogazioni da parte dello Stato, Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, Malversazione a danno dello Stato;
  • Art. 24 bis: Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici, Danneggiamento di sistemi informatici o telematici;
  • Art. 25: Corruzione, Istigazione alla corruzione, Corruzione in atti giudiziari;
  • Art. 25-bis: Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni, Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede;
  • Art. 25-bis 1: Frode in commercio, Vendita di prodotti industriali con segni mendaci;
  • Art. 25 ter: False comunicazioni sociali, False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori, Impedito controllo, Formazione fittizzia del capitale, Indebita restituzione dei conferimenti, Illegale ripartizione di utili e riserve, Illecite operazioni sulle azioni o sulle quote sociali o della società controllante, Operazioni in pregiudizio dei creditori, Illecita infleunza sull’assemblea;
  • Art. 25 quater. Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico;
  • Art. 10 Legge 16 marzo 2006 n. 146: Reati transnazionali limitatamente al reato di Favoreggiamento all’immigrazione/emigrazione clandestina in violazione delle disposizioni contro le immigrazioni clandestine del D.Lgs. 286/96 ex art. 12)
  • Art. 25 septies: Omicidio colposo, Lesioni personali colpose, gravi o gravissime;
  • Art. 25 octies: Ricettazione, Riciclaggio, Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita;
  • Art. 25 novies: Violazione degli artt. 171 bis e ss. Legge 633/1941 (“Delitti in materia di violazione del diritto di autore")
  • Art. 25 decies: "Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria";
  • Art. 25 undecies: "Reati ambientali" e precisamente: Attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256, D.Lgs. 152/2006), Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (art. 258, D.Lgs. 152/2006), Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260, D.Lgs. 152/2006), False indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti nella predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti; inserimento nel SISTRI di un certificato di analisi dei rifiuti falso; omissione o fraudolenta alterazione della copia cartacea della scheda SISTRI – area movimentazione nel trasporto di rifiuti (art. 260-bis, D.Lgs 152/2006), Superamento di valori limite di emissione che determinano il superamento dei valori limite di qualità dell’aria (art. 279 comma 5, D.Lgs. 152/2006), Cessazione e riduzione dell’impiego di sostanze lesive (art. 3, Legge 549/1993), (Concorso in) Importazione, esportazione, detenzione, utilizzo per scopo di lucro, acquisto, vendita, esposizione o detenzione per la vendita o per fini commerciali di specie protette (artt. 1 e 2, Legge 150/1992), Falsificazione o alterazione di certificati, licenze, notifiche di importazione, dichiarazioni, comunicazioni di informazioni previste dall’art. 16, par. 1, lett. a), c), d), e) ed I), del Regolamento CE n. 338/1997 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e ss.mm.ii. (art. 3 Legge 150/1992)
  • Art.25 duodiecis: : Impiego di Lavoratori Stranieri senza permesso di soggiorno.

In ragione delle attività svolte dalla Società, non si sono invece ravvisati profili di rischio rispetto alla commissione dei reati di cui all’Art. 24 ter (Reati di criminalità organizzata), Art. 25 quater.1 (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili), Art. 25 quinquies (Delitti contro la personalità individuale), Art. 25 sexies (Abusi di mercato) e degli altri reati non espressamente menzionati sopra e ricompresi negli articoli citati del D. Lgs. 231/2001. Si ritiene peraltro che i principi etici e le regole comportamentali enunciate nel Codice Etico adottato dalla Società, che vincola tutti i suoi Destinatari alla più rigorosa osservanza delle leggi e delle normative ad essa applicabili, risultino idonei alla prevenzione anche di tali reati.

4.4.2. Individuazione dei processi aziendali a rischio e strumentali

Per ciascuna delle fattispecie di reato rilevate come applicabili sono stati individuati i processi c.d. strumentali nel cui ambito, in linea di principio, potrebbero verificarsi le condizioni, gli strumenti e/o mezzi per la commissione del reato e precisamente:

  • 1. Gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione;
  • 2. Gestione delle erogazioni pubbliche;
  • 3. Gestione e manutenzione dei sistemi informativi aziendali;
  • 4. Gestione degli acquisti di beni, servizi e consulenze (ivi compresi incarichi professionali);
  • 5. Liberalità (Omaggi, sponsorizzazioni, donazioni);
  • 6. Personale (Selezione, benefit, note spese, valutazioni MBO/MBC);
  • 7. Tesoreria;
  • 8. Vendite (gestione sconti, punti vendita, lettere invito);
  • 9. Intellectual Property (vs interno,vs terzisti e licenziatari);
  • 10. Predisposizione del Bilancio e adempimenti Societari anche in occasione di operazioni straordinarie;
  • 11. Rapporti con gli Organi di controllo;
  • 12. Sicurezza sul lavoro ex D. Lgs. 81/08;
  • 13. Rapporti Intercompany;
  • 14. Gestione degli adempimenti in materia ambientale.
4.5. La Struttura del Modello

Il Modello è costituito da una "Parte generale" e da più "Parti speciali", relative alle categorie di reati potenzialmente riconducibili alle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A., di seguito elencate:

  • "Parte Speciale" N. 1 si riferisce ai "Reati contro la Pubblica Amministrazione" (tipologie di reato contemplate negli articoli 24 e 25 del D. Lgs. 231/01);
  • "Parte Speciale" N. 2 si riferisce ai "Reati di criminalità informatica (cybercrime)", introdotti dalla Legge 48/2008 (tipologie di reato contemplate nell’art. 24 bis del D.Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 3 si riferisce ai "Reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 bis del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 4 si riferisce ai "Delitti contro l’industria e il commercio" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 bis 1 del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 5 si riferisce ai "Reati Societari" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 ter del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 6 si riferisce ai "Reati con finalità di terrorismo" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 quater del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 7 si riferisce ai "Reati transnazionali" (tipologia di reato contemplata nell’art. 10 della Legge 16 marzo 2006 n. 146);
  • "Parte Speciale" N. 8 si riferisce ai "Reati in ambito di Sicurezza sul lavoro" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25-septies del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 9 si riferisce ai "Reati di Ricettazione,Riciclaggio ed Autoriciclaggio" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 octies del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 10 si riferisce ai "Reati in materia di violazione del diritto d’autore" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 novies del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 11 si riferisce ai "Reati di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità giudiziaria" (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 decies del D. Lgs. 231/2001);
  • "Parte Speciale" N. 12 si riferisce ai "Reati ambientali", introdotti nel Decreto dal D.Lgs. 121/2011 (tipologie di reato contemplate nell’art. 25 undecies del D. Lgs. 231/2001)
  • "Parte Speciale" N.13 si riferisce al "Reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, introdotto dal D.Lgs. n. 109/2012 (art. 25-duodecies).

5. L’ORGANO INTERNO DI VIGILANZA (O.d.V.)

5.1. Identificazione dell’O.d.V.

L’O.d.V. della Società- deputato, in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto (art. 6 lettera b), a vigilare sull’efficacia, sul funzionamento e sull’osservanza del Modello, curandone l’aggiornamento continuo - è stato individuato nell’organo collegiale composto dal Direttore Affari Legali e Societari di Gianni VersaceGianni Versace SpA, e da due membri esterni. In particolare, l’Organismo di Vigilanza è stato definito in modo da poter garantire i seguenti requisiti:

  • Autonomia e indipendenza: detti requisiti sono assicurati sia dal mancato coinvolgimento dell’Organismo di Vigilanza in attività operative e di gestione che, rendendolo partecipe di decisioni ed attività operative, ne potrebbero compromettere l’obiettività di giudizio nel momento delle verifiche sui comportamenti e sul Modello e sia dall’adeguata collocazione gerarchica che consente il reporting diretto al Consiglio di Amministrazione.
  • Professionalità: requisito questo garantito dal bagaglio di conoscenze professionali, tecniche e pratiche di cui dispongono i componenti dell’Organismo di Vigilanza.
  • Continuità d’azione: con riferimento a tale requisito, l’Organismo di Vigilanza è tenuto a vigilare costantemente, attraverso poteri di indagine, sul rispetto del Modello da parte dei Destinatari, a curarne l’attuazione e l’aggiornamento, rappresentando un riferimento costante per tutto il personale di Gianni Versace S.p.A..
5.2. Compiti dell’O.d.V.

All’O.d.V. è affidato il compito di vigilare:

  • sull’osservanza del Modello da parte dei Destinatari (quali Dipendenti, Consulenti e Partner a vario titolo);
  • sull’effettività e adeguatezza del Modello, in relazione alla struttura aziendale, in funzione dell’effettiva capacità di prevenire la commissione dei reati di cui al D.Lgs. 231/2001;
  • sull’aggiornamento del Modello, laddove si riscontrino esigenze di adeguamento dello stesso in relazione a mutate condizioni.

Su un piano più specificamente operativo all’O.d.V. sono altresì affidati i seguenti compiti:

  • attivare le procedure di controllo previste dal Modello; restando precisato che in ogni caso le attività di controllo sono demandate alla responsabilità primaria del management operativo e sono considerate parte integrante di ogni processo aziendale (“controllo di linea").
  • effettuare ricognizioni dell’attività aziendale ai fini dell’aggiornamento della mappatura delle aree di attività a rischio nell’ambito del contesto aziendale;
  • coordinarsi con le altre funzioni aziendali per il monitoraggio delle attività nelle aree a rischio;
  • verificare le esigenze di aggiornamento del Modello;
  • effettuare verifiche periodiche su operazioni od atti specifici posti in essere nelle aree di attività a rischio;
  • raccogliere, elaborare e conservare le informazioni rilevanti in funzione del rispetto del Modello, nonché aggiornare la lista delle informazioni che devono essere obbligatoriamente trasmesse all’O.d.V. o tenute a sua disposizione;
  • coordinarsi con il Comitato per il Controllo Interno e con il management aziendale per valutare l’adozione di eventuali sanzioni disciplinari, fermo restando la competenza di quest’ultimo per l’irrogazione delle sanzioni ed il relativo procedimento disciplinare;
  • valutare l’adeguatezza dei programmi di formazione del personale e del contenuto delle comunicazioni periodiche da farsi ai Destinatari e agli Organi Sociali finalizzate a fornire agli stessi la necessaria sensibilizzazione e le conoscenze di base della normativa di cui alla D. Lgs. 231/2001, di competenza dell’Ufficio Personale e Organizzazione di Gianni Versace S.p.A.;
  • controllare l’effettiva presenza e la regolare tenuta ed efficacia della documentazione richiesta in relazione a quanto previsto nel Modello per le diverse tipologie di reato;
  • riferire periodicamente agli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A. in merito all’attuazione delle politiche aziendali a supporto dell’attività ex D. Lgs. 231/2001.
5.3. Durata in carica, decadenza e revoca

La nomina dell’Organo di Vigilanza e la revoca del suo incarico sono di competenza del Consiglio di Amministrazione, previa consultazione con il Collegio Sindacale, con facoltà per lo stesso di delegare i legali rappresentanti della società affinché provvedano con le necessarie sostituzioni in caso di dimissioni dell’Organo di Vigilanza, riferendo al Consiglio di Amministrazione stesso che dovrà ratificare le nuova nomina.
I componenti dell’Organismo di Vigilanza restano in carica tre anni e sono in ogni caso rieleggibili. Essi sono scelti tra soggetti in possesso di un profilo etico e professionale di indiscutibile valore e non debbono essere in rapporti di coniugio o parentela con i Consiglieri di Amministrazione.
Possono essere nominati componenti dell’Organismo di Vigilanza dipendenti della Società e professionisti esterni. Detti ultimi non debbono avere con la Società rapporti tali da integrare ipotesi di conflitto di interessi.
I compensi dei componenti dell’Organismo di Vigilanza, sia interni che esterni alla Società, non costituiscono ipotesi di conflitto di interessi.
Non può essere nominato componente dell’Organismo di Vigilanza, e, se nominato decade, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito o chi è stato condannato, anche con sentenza non passata in giudicato o con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento), ad una pena che importi l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi, ovvero sia stato condannato, anche con sentenza non passata in giudicato o con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento), per aver commesso uno dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001.
I componenti che abbiano un rapporto di lavoro subordinato con la Società decadono automaticamente dall’incarico, in caso di cessazione di detto rapporto e indipendentemente dalla causa di interruzione dello stesso.
Il Consiglio di Amministrazione può revocare, con delibera consiliare, sentito il parere del Collegio Sindacale, i componenti dell’Organismo in ogni momento ma solo per giusta causa.
Costituiscono giusta causa di revoca dei componenti:

  • l’accertamento di un grave inadempimento da parte dell’Organismo di Vigilanza nello svolgimento dei propri compiti;
  • l’omessa comunicazione al Consiglio di Amministrazione di un conflitto di interessi che impedisca il mantenimento del ruolo di componente dell’Organismo stesso;
  • la sentenza di condanna della Società, passata in giudicato, ovvero una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento), ove risulti dagli atti l’omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’Organismo di Vigilanza;
  • la violazione degli obblighi di riservatezza in ordine alle notizie e alle informazioni acquisite nell’esercizio delle funzioni proprie dell’Organismo di Vigilanza;
  • per il componente legato alla Società da un rapporto di lavoro subordinato, l’avvio di un procedimento disciplinare per fatti da cui possa derivare la sanzione del licenziamento.

Qualora la revoca avvenga senza giusta causa, il componente revocato può chiedere di essere immediatamente reintegrato in carica.
Ciascun componente può recedere in ogni momento dall’incarico con preavviso scritto di almeno 30 giorni, da comunicarsi ai Consiglieri di Amministrazione con raccomandata A.R.

5.4. Attività e Reporting dell’O.d.V.

Al fine di garantire la piena autonomia e indipendenza nello svolgimento delle relative funzioni, l’Organismo di Vigilanza comunica direttamente al Consiglio di Amministrazione della Società e al Collegio Sindacale.
L’Organismo di Vigilanza riferisce sia al Consiglio di Amministrazione sia al Collegio Sindacale lo stato di fatto sull’attuazione del Modello e gli esiti dell’attività di vigilanza svolta con le seguenti modalità:

  • almeno annualmente, nei confronti del Consiglio di Amministrazione, attraverso una relazione scritta, nella quale vengano illustrate le attività di monitoraggio svolte dall’Organismo stesso, le criticità emerse e gli eventuali interventi correttivi o migliorativi opportuni per l’implementazione del Modello;
  • periodicamente il Collegio Sindacale e l’Organismo di Vigilanza si incontrano per discutere di presunte violazioni poste in essere dai vertici aziendali o dai componenti del Consiglio di Amministrazione.
    Inoltre, il Collegio Sindacale può richiedere in qualunque momento di visionare i libri dell’Organismo di Vigilanza.

L’O.d.V. su base periodica informa anche l’Amministratore Delegato.
Degli incontri verrà redatto verbale e copia dei verbali verrà custodita dall’O.d.V. e dagli organismi interessati.
L’O.d.V. si coordinerà con le funzioni aziendali competenti per i diversi profili specifici, ed in particolare, ma non esclusivamente, con l’Ufficio Personale e Organizzazione di Gianni Versace S.p.A. e la Direzione Generale di Gianni VersaceGianni Versace S.p.A., cui fa capo la Direzione Affari Legali e Societari nonché con l’Internal Audit di Gianni VersaceGianni Versace S.p.A..
Il Collegio Sindacale, il Consiglio di Amministrazione e l’Amministratore Delegato hanno la facoltà di chiedere in qualsiasi momento l’Organo di Vigilanza, il quale, a sua volta, ha la facoltà di richiedere, attraverso le funzioni o i soggetti competenti, la convocazione dei predetti organi per motivi urgenti.

L’Organo di Vigilanza deve essere informato, mediante apposite segnalazioni pervenute tramite la casella di posta organismodivigilanza@versace.it da parte dei Destinatari, in merito ad eventi che potrebbero ingenerare responsabilità di Gianni Versace S.p.A. ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Valgono al riguardo le seguenti precisazioni di carattere generale:

  • devono essere raccolte eventuali segnalazioni relative alla commissione o alla ragionevole convinzione di commissione, dei Reati o comunque a comportamenti in generale non in linea con le regole di comportamento di cui al presente Modello;
  • se un dipendente desidera segnalare una violazione (o presunta violazione) del Modello, lo stesso può contattare il suo diretto superiore. Qualora la segnalazione non dia esito, o il dipendente si senta a disagio nel rivolgersi al suo diretto superiore per la presentazione della segnalazione, il dipendente ne deve riferire all’Organo di Vigilanza attraverso la casella di posta dedicata organismodivigilanza@versace.it che garantisce l’anonimato del segnalante;
  • l’Organo di Vigilanza valuta le segnalazioni ricevute; gli eventuali provvedimenti conseguenti sono applicati a cura del Management o del Consiglio di Amministrazione su segnalazione dell’Organo di Vigilanza;
  • i segnalanti in buona fede saranno garantiti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione e penalizzazione ed in ogni caso sarà assicurata la riservatezza dell’identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti di Gianni Versace S.p.A. e delle persone accusate in male fede.

Oltre alle segnalazioni relative a violazioni di carattere generale sopra descritte, devono essere obbligatoriamente ed immediatamente trasmesse all’Organo di Vigilanza le informazioni concernenti:

  • le segnalazioni pervenute al Comitato Etico di Gruppo in applicazione a quanto disposto dalla procedura di Gestione delle Segnalazioni nonché dal Regolamento del Comitato Etico, laddove le medesime costituiscano elementi di potenziale interesse in ambito 231, o costituiscano situazioni di grave violazione al Codice Etico, tali da ledere la sicurezza e l’immagine della Società;
  • lo Statuto aggiornato della Società;
  • la Visura camerale;
  • il sistema di deleghe e procure in essere;
  • i Verbali del Consiglio di Amministrazione che possano assumere rilevanza per il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 8 giugno 2001, n.231;
  • le notifiche di atti giudiziari nei confronti della Società, i provvedimenti e/o le notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, anche amministrativa, comunicazioni da Autorità Amministrative Indipendenti (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Garante per la Protezione dei Dati Personali) dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati di cui al Decreto da cui possa derivare una responsabilità per la Società, fatti salvi gli obblighi di riservatezza e segretezza legalmente imposti;
  • le attività di controllo svolte dai Responsabili delle Funzioni Aziendali dalle quali siano emersi fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all’osservanza delle norme del Decreto e notizie relative all’effettiva attuazione, a tutti i livelli aziendali, del Modello;
  • le richieste di assistenza legale inoltrate dai dirigenti e/o dai dipendenti in caso di avvio di procedimento giudiziario per i reati previsti dal Decreto;
  • i procedimenti disciplinari svolti e delle eventuali sanzioni irrogate (ivi compresi i provvedimenti verso i Dipendenti), ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti corredati, quando possibile, della copia degli atti e delle motivazioni del provvedimento di archiviazione;
  • le segnalazioni di infortuni gravi o malattie professionali che integrino il reato di omicidio colposo o di lesioni colpose gravi o gravissime, occorsi sul lavoro;
  • l’attestazione sull’adeguatezza e sull’effettiva applicazione delle procedure nel corso del periodo cui si riferiscono le informazioni di bilancio, nonché la corrispondenza di queste alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e la loro idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale economica e finanziaria della Società;
  • le segnalazioni di incidenti ambientali o situazioni con potenziali impatti in materia ambientale che integrino i reati di tutela dell’ambiente previsti dal D.Lgs. 121/11.

Periodicamente l’O.d.V. proporrà, se del caso, all’A.D. eventuali modifiche della lista sopra indicata.

5.5. Verifiche periodiche

Le verifiche sul Modello saranno svolte periodicamente effettuando specifici approfondimenti, analisi e controlli sulle procedure esistenti, sugli atti societari e sui contratti di maggior rilevanza nelle aree di attività a rischio.

Le funzioni aziendali coinvolte dovranno tenere obbligatoriamente a disposizione dell’O.d.V. ogni informazione utile riguardante da questi richiesta.

6. INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI DIPENDENTI

Gianni Versace S.p.A, consapevole dell’importanza che gli aspetti formativi e informativi assumono in una prospettiva di prevenzione, definisce un programma di comunicazione e formazione volto a garantire la divulgazione a tutto il personale dei principali contenuti del Decreto e degli obblighi dallo stesso derivanti, nonché delle prescrizioni del Modello e dei principi del Codice Etico.
Le attività di informazione e formazione nei confronti del personale sono organizzate prevedendo diversi livelli di approfondimento in ragione del differente grado di coinvolgimento del personale nelle attività a rischio-reato. In ogni caso, l’attività di formazione finalizzata a diffondere la conoscenza del D.Lgs. 231/2001 e le prescrizioni del Modello, è differenziata nei contenuti e nelle modalità di divulgazione in funzione della qualifica dei Destinatari, del livello di rischio dell’area in cui gli stessi operano e del fatto che gli stessi rivestano o meno funzioni di rappresentanza e gestione della Società.
L’attività di formazione coinvolge tutto il personale in forza, nonché tutte le risorse che in futuro saranno inserite nell’organizzazione aziendale. A tale proposito, le relative attività formative dovranno essere previste e concretamente effettuate sia al momento dell’assunzione, sia in occasione di eventuali mutamenti di mansioni, nonché a seguito di aggiornamenti e/o modifiche del Modello.

Il sistema di informazione e formazione è realizzato dall’Ufficio Personale e Organizzazione, in collaborazione con i responsabili delle altre funzioni di volta in volta coinvolte nell’applicazione del Modello, e sotto la supervisione dell’O.d.V..

7. SISTEMA DISCIPLINARE

7.1. Principi generali

L’effettività del Modello è legata anche all’adeguatezza del sistema sanzionatorio per la violazione delle regole di condotta e, in generale, delle procedure e dei regolamenti interni.
L’applicazione di sanzioni disciplinari per violazione delle regole di condotta ed inosservanza delle disposizioni aziendali è indipendente dal giudizio penale e dal suo esito, in quanto tali normative sono assunte dall’azienda in piena autonomia a prescindere dal carattere di illecito penale che la condotta possa configurare.
La sanzione sarà commisurata alla gravità dell’infrazione e alla eventuale reiterazione della stessa; della recidività si terrà altresì conto anche ai fini della comminazione di una eventuale sanzione espulsiva.
Una non corretta interpretazione dei principi e delle regole stabiliti dal Modello potrà costituire esimente soltanto nei casi di comportamenti di buona fede in cui i vincoli posti dal Modello dovessero eccedere i limiti di approfondimento richiesti ad una persona di buona diligenza.
Sono sanzionabili:

  • le violazioni di procedure interne previste dal presente Modello o l’adozione, nell’espletamento di attività connesse ai Processi Sensibili, di comportamenti non conformi alle prescrizioni del Modello sia che espongano sia che non espongano la società ad una situazione oggettiva di rischio di commissione di uno dei Reati ex D. Lgs. 231/2001;
  • l’adozione di comportamenti in violazione alle prescrizioni del presente Modello e diretti in modo univoco al compimento di uno o più Reati;
  • l’adozione di comportamenti in violazione delle prescrizioni del presente Modello, tale da determinare la concreta o potenziale applicazione a carico della Gianni Versace S.p.A. di sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001.

Le sanzioni, di natura disciplinare e contrattuale, e l’eventuale richiesta di risarcimento danni, verranno commisurate anche al livello di responsabilità ed autonomia del Dipendente, ovvero al ruolo e all’intensità del vincolo fiduciario connesso all’incarico conferito agli Amministratori, Società di Service (intendendosi le società terze con le quali la Gianni Versace intrattiene rapporti contrattuali). .
Il sistema sanzionatorio è soggetto a costante verifica e valutazione da parte dell’Organo di Vigilanza e dell’Amministratore Delegato, del CFO e del Responsabile Personale e Organizzazione, rimanendo quest’ultimi responsabili della concreta applicazione delle misure disciplinari nei confronti del Dipendente qui delineate, su eventuale segnalazione dell’Organo di Vigilanza e sentito il superiore gerarchico dell’autore della condotta censurata.
Il sistema sanzionatorio di natura disciplinare troverà applicazione anche nei confronti dell’Organo di Vigilanza o di quei soggetti, Dipendenti o Amministratori, che, per negligenza ed imperizia, non abbiano individuato e conseguentemente eliminato i comportamenti posti in violazione del Modello.

7.2. Misure nei confronti dei soggetti in posizione apicale

La violazione dello specifico obbligo di vigilanza dei sottoposti gravante sugli apicali comporterà, da parte della Società, l’assunzione delle misure sanzionatorie ritenute più opportune in relazione, da una parte, alla natura e gravità della violazione commessa e, dall’altra, alla qualifica del medesimo apicale che dovesse commettere la violazione.

7.3. Sanzioni per i lavoratori subordinati cui si applicano i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi ai settori di attività della Gianni Versace S.p.A.

Ai lavoratori subordinati si applicano le sanzioni previste nei rispettivi CCNL di categoria, nel rispetto delle procedure previste dall’articolo 7 dello Statuto dei lavoratori.
In applicazione delle norme relative alla disciplina del lavoro contenute nei vigenti CCNL, si prevede che:

  • incorre nei provvedimenti di RIMPROVERO SCRITTO, MULTA O SOSPENSIONE il lavoratore che violi le procedure interne previste dal Modello (ad es. che non osservi le procedure prescritte, ometta di dare comunicazione all’O.d.V. delle informazioni prescritte, ometta di svolgere controlli, ecc.) o comunque adotti, nello svolgimento di attività nell’ambito di Processi Sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni del Modello;
  • incorre nel provvedimento di LICENZIAMENTO il lavoratore che, nell’espletamento dei Processi Sensibili:
    • compia atti non conformi alle prescrizioni del Modello e diretti in modo univoco al compimento di un reato sanzionato dal D.Lgs. 231/2001, ravvisandosi in tale comportamento un’infrazione alla disciplina e ai doveri d’ufficio così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro, o,
    • abbia riportato condanna passata in giudicato per uno dei Reati.

Il sistema sanzionatorio fa riferimento ai diversi contratti di categoria applicabili.
La contestazione delle infrazioni, i procedimenti disciplinari e l’irrogazione delle sanzioni rientrano, nei limiti della competenza, nelle attribuzioni dei soggetti ai quali vengono dalla Direzione aziendale conferiti i relativi poteri.

7.4. Misure nei confronti dei dirigenti

In caso di violazione, da parte di dirigenti, delle procedure previste dal Modello o di tenuta, di una condotta non conforme alle prescrizioni del Modello, la Società provvede ad applicare nei confronti dei responsabili le misure ritenute più idonee in conformità a quanto previsto dal CCNL applicabile.

In via generale, al personale dirigente possono essere comminate le seguenti sanzioni:

  • i) multa;
  • ii) sospensione dal lavoro;
  • iii) risoluzione anticipata del rapporto di lavoro.

L’accertamento di eventuali violazioni, nonché dell’inadeguata vigilanza e della mancata tempestiva informazione all’Organismo di Vigilanza, potranno determinare a carico dei lavoratori con qualifica dirigenziale, la sospensione a titolo cautelare dalla prestazione lavorativa, fermo il diritto del dirigente alla retribuzione, nonché, sempre in via provvisoria e cautelare per un periodo non superiore a tre mesi, l’assegnazione ad incarichi diversi nel rispetto dell’art. 2103 cod. civ.
Nei casi di gravi violazioni, la Società potrà procedere alla risoluzione anticipata del contratto di lavoro senza preavviso ai sensi e per gli effetti dell’art. 2119 cod. civ.

7.5. Misure nei confronti degli Amministratori

In caso di violazione del Modello da parte di Consiglieri di Amministrazione l’O.d.V. ne darà immediata informazione al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale, i quali adotteranno i provvedimenti del caso nell’ambito delle rispettive attribuzioni, ivi compresa l’eventuale convocazione dell’Assemblea dei Soci con la proposta di eventuale revoca dalla carica. Le relative comunicazioni saranno indirizzate direttamente a tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, con esclusione dei soggetti coinvolti, al Presidente del Collegio Sindacale ed ai sindaci effettivi.

7.6. Misure nei confronti di Soggetti aventi rapporti contrattuali/commerciali

La commissione dei reati di cui al D.Lgs. 231/2001 da parte di Consulenti o di Fornitori, così come ogni violazione da parte degli stessi delle regole di cui al Modello, comporterà, per le funzioni aziendali che con gli stessi intrattengono rapporti, l’obbligo di azionare tutti gli strumenti contrattuali e di legge a disposizione per la tutela dei diritti dell’azienda, ivi compresi ove del caso la risoluzione del contratto ed il risarcimento dei danni.

8. II SISTEMA DI DELEGHE E PROCURE

All’O.d.V. devono essere comunicati il sistema di deleghe adottato dalla Società ed ogni successiva modifica, a cura della Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace SpA in quanto direzione competente, nonché le risultanze di verifiche sul sistema di deleghe che fossero effettuate dalle funzioni competenti, a cura delle funzioni preposte.
In linea di principio, il sistema di deleghe e procure deve essere caratterizzato da elementi di sicurezza, ai fini della prevenzione dei Reati (rintracciabilità ed evidenziabilità delle Operazioni Sensibili) e, nel contempo, consentire comunque la gestione efficiente dell’attività aziendale.
Si intende per “delega" quell’atto interno di attribuzione di funzioni e compiti, riflesso nel sistema di comunicazioni organizzative. Si intende per “procura" il negozio giuridico unilaterale con cui Gianni Versace S.p.A. attribuisce poteri di rappresentanza nei confronti di terzi. Ai titolari di una funzione aziendale che necessitano, per lo svolgimento dei loro incarichi, di poteri di rappresentanza, viene conferita una “procura generale" funzionale di estensione adeguata e coerente con le funzioni ed i poteri di gestione attribuiti al titolare attraverso la delega.
I requisiti essenziali del sistema di deleghe, ai fini di una efficace prevenzione dei Reati sono i seguenti:

  • tutti coloro (compresi soggetti terzi con i quali la società intrattiene rapporti contrattuali) che intrattengono per conto di Gianni Versace S.p.A. rapporti con la Pubblica Amministrazione devono essere dotati di delega formale in tale senso;
  • le deleghe devono coniugare ciascun potere di gestione alla relativa responsabilità e ad una posizione adeguata nell’organigramma ed essere aggiornate in conseguenza dei mutamenti organizzativi;
  • ciascuna delega deve definire in modo specifico ed inequivoco i poteri del delegato e il soggetto (organo ed individuo) a cui il delegato riporta gerarchicamente;
  • i poteri gestionali assegnati con le deleghe e la loro attuazione devono essere coerenti con gli obiettivi aziendali;
  • le “procure generali funzionali" sono conferite esclusivamente a soggetti dotati di delega interna o di specifico contratto di incarico che descriva i relativi poteri di gestione e, ove necessario, sono accompagnati da apposita comunicazione che fissi l’estensione dei poteri di rappresentanza ed eventualmente limiti di spesa numerici, richiamando comunque i vincoli posti dai processi di approvazione del budget.

L’Organo di Vigilanza deve verificare periodicamente, con il supporto delle altre funzioni competenti, il sistema di deleghe e procure in vigore e della loro coerenza con tutto il sistema delle comunicazioni organizzative, raccomandando eventuali modifiche nel caso in cui il potere di gestione e/o la qualifica non corrisponda ai poteri di rappresentanza conferiti al procuratore o via siano altre anomalie.

PARTI SPECIALI

Le parti che seguono hanno l’obiettivo di indicare per le categorie di reati potenzialmente riconducibili alle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A.:

  • FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE
  • LE FATTISPECIE DI REATO
  • PROCESSI SENSIBILI
  • SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
  • I CONTROLLI DELL’O.D.V.

PARTE SPECIALE N. 1
REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 1

La Parte Speciale n. 1 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A., si riporta una breve descrizione dei reati potenzialmente applicabili, di cui agli artt. 24 e 25 del Decreto:

  • Malversazione a danno dello Stato o dell’Unione Europea (art. 316-bis c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui, dopo avere ricevuto finanziamenti o contributi da parte dello Stato italiano o dell’Unione Europea, non si proceda all’utilizzo delle somme ottenute per gli scopi per cui sono state erogate. La condotta illecita consiste appunto nella distrazione, anche parziale, della somma ottenuta, senza che rilevi che l’attività programmata si sia comunque svolta.
    Tenuto conto che il momento consumativo del reato coincide con la fase esecutiva dell’attività da finanziare, il reato stesso può configurarsi anche con riferimento a finanziamenti già ottenuti in passato e che ora non vengano destinati alle finalità per cui erano stati erogati.
  • Indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato o dell’Unione Europea (art. 316-ter c.p.)
    Il reato si configura nei casi in cui – mediante l’utilizzo o presentazione di dichiarazioni o documenti falsi o mediante l’omissione di informazioni dovute – si ottengano, senza averne diritto, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalla Unione Europea.
    In questo caso, contrariamente a quanto visto in merito al punto precedente (art. 316-bis), a nulla rileva l’uso che venga fatto delle somme ricevute, poiché il reato viene a realizzarsi nel momento dell’ottenimento dell’erogazione.
    Infine, va evidenziato che tale ipotesi di reato è residuale rispetto alla fattispecie della truffa ai danni dello Stato, nel senso che si configura solo nei casi in cui la condotta non integri gli estremi di detto reato.
  • Corruzione (artt. 318, 319, 320, 322-bis c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui la Società, al fine di ottenere un vantaggio, corrompa un pubblico ufficiale e/o persona incaricata di un pubblico servizio, qualora rivesta la qualità di pubblico impiegato, perché questi compia atti del suo ufficio, oppure ometta o ritardi o ovvero compia atti contrari ai doveri di ufficio;
  • Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter)
    Il reato si configura nel caso in cui la Società sia parte di un procedimento giudiziario e, al fine di ottenere un vantaggio nel procedimento stesso, corrompa un pubblico ufficiale (non solo un magistrato, ma anche un cancelliere od altro funzionario).
  • Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui, in presenza di un comportamento finalizzato alla corruzione, il pubblico ufficiale rifiuti l’offerta illecitamente avanzatagli.
  • Truffa in danno dello Stato, di altro Ente Pubblico o dell’Unione Europea (art. 640, comma 2 n. 1, c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui, per realizzare un ingiusto profitto, siano posti in essere artifici o raggiri tali da indurre in errore e da arrecare un danno allo Stato (oppure ad altro Ente Pubblico o all’Unione Europea).
    Tale reato può realizzarsi ad esempio nel caso in cui, nella predisposizione di documenti o dati per la partecipazione a procedure di gara, si forniscano alla Pubblica Amministrazione informazioni non veritiere (ad esempio supportate da documentazione artefatta), al fine di ottenere l’aggiudicazione della gara stessa.
  • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui si pongano in essere artifici o raggiri, ad esempio comunicando dati non veri o predisponendo una documentazione falsa, per ottenere finanziamenti pubblici.

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
I Processi Sensibili nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto sono i seguenti:

  • Gestione dei rapporti di "alto profilo" con soggetti appartenenti alla Pubblica Amministrazione;
  • Gestione dei rapporti con gli enti pubblici competenti in occasione di adempimenti connessi all'attività caratteristica, anche in sede di verifiche ed ispezioni;
  • Gestione del sistema sicurezza ai sensi del D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza);
  • Gestione degli adempimenti in materia ambientale ai sensi del D. Lgs. 121/2011 (nell’ambito dei rapporti con i soggetti pubblici deputati, per le attività di ottenimento e/o rinnovo di autorizzazioni);
  • Gestione degli adempimenti richiesti dalla normativa vigente non connessi all'attività caratteristica anche in sede di verifiche ed ispezioni;
  • Gestione degli adempimenti necessari alla richiesta di finanziamenti e predisposizione della relativa documentazione;
  • Gestione degli adempimenti in materia di assunzioni, cessazione del rapporto di lavoro, retribuzioni, ritenute fiscali e contributi previdenziali e assistenziali, relativi a dipendenti e collaboratori;
  • Gestione dei contenziosi giudiziali e delle problematiche;
  • Adempimenti societari.

Tutti i Processi Sensibili devono essere svolti conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società, e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
In linea generale, il sistema di organizzazione della società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti e ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A. - in via diretta -, sia ai Consulenti, ai Fornitori e ai Partner a vario titolo, in forza di apposite clausole contrattuali.
E' fatto divieto di porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali che, presi individualmente o collettivamente, integrino, direttamente o indirettamente, le fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate (art. 24 e 25 del D. Lgs. 231/2001); è fatto altresì divieto di porre in essere comportamenti in violazione dei principi e delle procedure aziendali previste nella presente parte speciale.
Nell'ambito dei suddetti comportamenti è fatto divieto in particolare di:

  • effettuare elargizioni in denaro a pubblici funzionari italiani o stranieri (incluse le dogane);
  • distribuire omaggi e regali al di fuori di quanto previsto dalla prassi aziendale (vale a dire ogni forma di regalo offerto eccedente le normali pratiche commerciali o di cortesia, o comunque rivolto ad acquisire trattamenti di favore nella conduzione di qualsiasi attività aziendale); in particolare, è vietata qualsiasi forma di regalo a funzionari pubblici italiani ed esteri (anche in quei paesi dove l'elargizione di doni rappresenta una prassi diffusa), o a loro familiari, che possa influenzare l'indipendenza di giudizio o indurre ad assicurare un qualsiasi vantaggio per l'azienda. Gli omaggi consentiti si caratterizzano sempre per l'esiguità del loro valore o perché volti a promuovere iniziative di carattere benefico o culturale, o l’immagine dei prodotti della Società (brand image). I regali offerti - salvo quelli di modico valore - devono essere documentati in modo adeguato per consentire le verifiche da parte dell’ O.d.V.;
  • accordare vantaggi di qualsiasi natura (promesse di assunzione, ecc.) in favore di rappresentanti della Pubblica Amministrazione italiana o straniera che possano determinare le stesse conseguenze previste al precedente punto;
  • effettuare prestazioni in favore di Consulenti e di Fornitori che non trovino adeguata giustificazione nel contesto del rapporto contrattuale con gli stessi;
  • riconoscere compensi in favore di Fornitori di beni e servizi nonché di consulenti che non trovino adeguata giustificazione in relazione al tipo di incarico da svolgere ed alle prassi vigenti in ambito locale;
  • presentare dichiarazioni non veritiere ad organismi pubblici nazionali o comunitari al fine di conseguire erogazioni pubbliche, contributi o finanziamenti agevolati;
  • destinare somme ricevute da organismi pubblici nazionali o comunitari a titolo di erogazioni, contributi o finanziamenti a scopi diversi da quelli per cui sono stati erogati.
4.2. Procedure specifiche

Relativamente alle attività commerciali di carattere rilevante, quali la partecipazione a procedure di gara o di negoziazione diretta o richiesta di finanziamenti pubblici, occorre individuare, attribuendogli debita evidenza, adeguate procedure che garantiscano tracciabilità e trasparenza delle scelte operate, mantenendo a disposizione dell’O.d.V. tutta la documentazione di supporto.
Ai fini del rispetto delle regole e dell’osservanza dei divieti elencati nei precedenti capitoli, i Destinatari del Modello dovranno attenersi alle procedure qui di seguito descritte, oltre che alle Regole e Principi Generali contenuti nella Parte Generale, sia che operino in Italia sia che operino all’estero:

  • ai Destinatari che intrattengono rapporti con la P.A. per conto di Gianni Versace S.p.A. deve essere attribuito formale potere in tal senso mediante inserimento in procura;
  • qualunque criticità o conflitto di interesse dovessero sorgere nell'ambito del rapporto con la P.A. devono essere comunicati anche all’O.d.V. con nota scritta;
  • i contratti tra Gianni Versace S.p.A. e i Consulenti e i Fornitori che intrattengono rapporti con la P.A. devono:
    • essere definiti per iscritto;
    • contenere clausole che tengano conto di quanto indicato in prosieguo nel presente paragrafo ed in particolare contenere clausole standard, definite con l’assistenza della Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A., finalizzate al rispetto del D.Lgs. 231/2001;
    • specificare espressamente eventuali deleghe a trattare con la P.A;
  • i Consulenti e i Fornitori devono essere scelti con metodi trasparenti che permettano la tracciabilità delle scelte operate nell’assegnazione degli incarichi;
  • nei contratti con i Consulenti e con i Fornitori deve essere contenuta apposita dichiarazione dei medesimi:
    • di essere a conoscenza della normativa di cui al D. Lgs. 231/2001 e delle sue implicazioni per la società,
    • di non essere mai stati condannati e di non essere al momento imputati o indagati in procedimenti penali relativi ai Reati; nel caso di esistenza di condanna o di procedimento in corso, e sempre che l’accordo sia ritenuto indispensabile e da preferirsi a un contratto con altri soggetti, dovranno essere adottate particolari cautele,
    • di impegno ad astenersi dal compiere attività che possano configurare alcuno dei reati contemplati nel D. Lgs. 231/2001 o che comunque si pongano in contrasto con lo stesso;
  • nei contratti con i Consulenti e con i Fornitori deve essere contenuta apposita clausola che regoli le conseguenze della violazione da parte degli stessi delle norme di cui al D. Lgs. 231/2001 (es. clausole risolutive espresse, penali);
  • sono di norma vietate operazioni di pagamento in contanti, salvo casi esaurientemente documentati e per importi non superiori a 500 euro;
  • le dichiarazioni rese ad organismi pubblici nazionali o comunitari ai fini dell'ottenimento di erogazioni, contributi o finanziamenti devono essere pienamente veritiere e non reticenti; in caso di ottenimento deve essere predisposto un apposito rendiconto sulle modalità di effettiva utilizzazione dei fondi ottenuti;
  • coloro che svolgono una funzione di controllo e supervisione su adempimenti connessi all'espletamento delle suddette attività (pagamento di fatture, destinazione di finanziamenti ottenuti dallo Stato o da organismi comunitari, ecc.) devono porre particolare attenzione sull'attuazione degli adempimenti stessi e riferire immediatamente eventuali situazioni di irregolarità o anomalie;
  • alle ispezioni/verifiche giudiziarie, tributarie e amministrative (es. relative al D.Lgs. 81/08 e s.m.i., verifiche tributarie, INPS, ecc.) devono partecipare i soggetti a ciò espressamente delegati. I verbali redatti dalle pubbliche autorità dovranno essere diligentemente conservati a cura della funzione aziendale che ha la responsabilità di seguire l’ispezione/verifica. Ove opportuno, ai verbali delle autorità procedenti la funzione interessata potrà aggiungere verbali o rapporti ad uso aziendale interno. Nel caso il verbale conclusivo evidenziasse criticità, anche l’O.d.V. ne deve essere tempestivamente informato con nota scritta da parte del responsabile della funzione coinvolta.

Sono fatte salve eventuali procedure più specifiche o di maggiore tutela che venissero adottate in Gianni Versace S.p.A. per lo svolgimento di attività connesse ai Processi Sensibili specifici delle singole realtà.
In tal senso il Modello non è da intendersi come una entità statica, ma verrà continuamente adeguato in linea con le modifiche organizzative di processo che la società si troverà ad affrontare.

5. I CONTROLLI DELL’ O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 2
REATI DI CRIMINALITA’ INFORMATICA (CYBERCRIME)

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 2

La Parte Speciale n. 2 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla L. 18 marzo 2008 n. 48, art. 7.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A , si riporta qui di seguito una breve descrizione dei reati contemplati nell’24 bis del Decreto.

  • Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo.
  • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635 bis c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui.
  • Danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635 quater c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui chiunque, mediante le condotte di cui all’articolo 635-bis, ovvero attraverso l’introduzione o la trasmissione di dati, informazioni o programmi, distrugge, danneggia, rende, in tutto o in parte, inservibili sistemi informatici o telematici altrui o ne ostacola gravemente il funzionamento.

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

  • Utilizzo, gestione e manutenzione dei sistemi informativi aziendali.

Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società, e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
/ In linea generale, il sistema di organizzazione della società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti sia ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, sono designati o incaricati alla gestione e manutenzione dei server, delle banche dati, delle applicazioni, dei client e delle reti di telecomunicazione, nonché a tutti coloro che abbiano avuto assegnate password e chiavi di accesso al sistema informativo aziendale.

E' fatto divieto di porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali che, presi individualmente o collettivamente, integrino, direttamente o indirettamente, le fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate (art. 24 bis del D. Lgs. 231/2001); è fatto altresì divieto di porre in essere comportamenti in violazione dei principi e delle procedure aziendali previste nella presente parte speciale.

Nell'ambito dei suddetti comportamenti in particolare i principi generali previsti sono i seguenti:

  • il personale può accedere al sistema informativo aziendale unicamente attraverso i codici di identificazione assegnati, provvedendo alla modifica periodica;
  • il personale si astiene da qualsiasi condotta che possa compromettere la riservatezza e integrità delle informazioni e dei dati aziendali e dei terzi;
  • il personale si astiene da qualsiasi condotta diretta a superare o aggirare le protezioni del sistema informatico aziendale o altrui;
  • il personale conserva i codici identificativi assegnati, astenendosi dal comunicarli a terzi che in tal modo potrebbero accedere abusivamente a dati aziendali riservati;
  • il personale non può installare programmi senza aver preventivamente informato la funzione aziendale preposta alla gestione della sicurezza informatica;
  • il personale non può utilizzare connessioni alternative rispetto a quelle fornite dalla Società nell’espletamento dell’attività lavorativa resa in suo favore.

Al fine di impedire la realizzazione del reato la Società ha previsto ulteriori misure di controllo interno:

  • ai fini del corretto e legittimo accesso ai Sistemi Informativi della PA, in particolare per la gestione delle password, il rispetto delle disposizioni presenti in materia di sicurezza informatica ed il rispetto della normativa della privacy a tutela del dipendente;
  • ai fini del corretto e legittimo accesso ai sistemi informativi aziendali (analisi dei log).
4.2. Procedure specifiche

Relativamente ai reati in materia di criminalità informatica occorre individuare, attribuendogli debita evidenza, adeguate procedure che garantiscano tracciabilità e trasparenza delle scelte operate, mantenendo a disposizione dell’O.d.V. tutta la documentazione di supporto.

Ai fini del rispetto delle regole e dell’osservanza dei divieti elencati nei precedenti capitoli, i Destinatari del Modello dovranno attenersi alle procedure qui di seguito descritte, oltre che alle Regole e Principi Generali contenuti nella Parte Generale:

  • l’accesso alle informazioni che risiedono sui server e sulle banche dati aziendali, ivi inclusi i client, è limitato da strumenti di autenticazione;
  • l’amministratore di sistema è munito di credenziali di autenticazione;
  • il personale dipendente è munito di univoche credenziali di autenticazione per l’accesso ai client;
  • l’accesso alle applicazioni, da parte del personale IT, è garantito attraverso strumenti di autorizzazione;
  • il server, i PC ed i laptop aziendali sono aggiornati periodicamente sulla base delle specifiche necessità;
  • la rete di trasmissione dati aziendale è protetta da adeguati strumenti di limitazione degli accessi (firewall e proxy);
  • i dispositivi telematici di instradamento sono collocati in aree dedicate e protetti al fine di renderli accessibili al solo personale autorizzato;
  • il server, i PC ed i laptop aziendali sono protetti da programmi antivirus, aggiornati in modo automatico, contro il rischio di intrusione.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 3
REATI IN MATERIA DI FALSITA’ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 3

La Parte Speciale n. 3 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.

Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla Legge 409/2001 e modificati dalla Legge 99/2009.

In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A, si riporta qui di seguito una breve descrizione dei reati contemplati nell’25 bis del Decreto:

  • Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui, potendo conoscere dell'esistenza del titolo di proprietà industriale, si proceda con la contraffazione o l’alterazione dei marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero nel caso in cui, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, si faccia uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati.
    Inoltre, il reato si configura nel caso di contraffazione o alterazione di brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, si faccia uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati.
  • Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.)
    Il reato si configura nel caso in cui si spendano o si mettano in circolazione monete contraffatte o alterate, ricevute in buona fede.

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

  • Supporto alla Commercializzazione e promozione di prodotti attraverso tutti i canali di vendita (wholesale, retail & e-commerce).

Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società, e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
In linea generale, il sistema di organizzazione della società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti sia ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A., ai quali è fatto divieto di riprodurre, promuovere o mettere in vendita , modelli e disegni ornamentali altrui, tali da determinare confusione sull’identificazione o sulla provenienza del prodotto, nonché di usare nomi evocativi o segni distintivi di prodotti altrui in assenza di una valida licenza o al di fuori dei limiti definiti dai relativi contratti.
A tali soggetti è richiesto di svolgere attività di sviluppo e ricerca di nuovi modelli e disegni, nonché tutte le attività di verifica e controllo ad esse connesse, nel rispetto del valore della legalità e in attuazione delle norme interne, comunitarie e internazionali poste a tutela della proprietà industriale.

Relativamente al reato di spendita di monete falsificate ricevute in buona fede, in via generale, è fatto obbligo a tutti i Destinatari, a vario titolo coinvolti nella gestione del denaro contante, ciascuno per la parte di propria competenza e nel rispetto delle deleghe e procure attribuite dalla Società, nonché delle procedure aziendali vigenti in tale ambito di rispettare i seguenti divieti:

  • - acquistare o ricevere dal falsificatore o dall’alteratore ovvero da un intermediario delle monete contraffatte o alterate al fine di metterle in circolazione;
  • - acquistare o detenere monete contraffatte o alterate al fine di metterle in circolazione;
  • - spendere o mettere in circolazione monete contraffatte o alterate, anche se ricevute in buona fede.
4.2. Procedure specifiche

Relativamente ai reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, occorre individuare, attribuendogli debita evidenza, adeguate procedure che garantiscano tracciabilità e trasparenza delle scelte operate, mantenendo a disposizione dell’O.d.V. tutta la documentazione di supporto.

Ai fini del rispetto delle regole e dell’osservanza dei divieti elencati nei precedenti capitoli, i Destinatari del Modello dovranno attenersi alle procedure qui di seguito descritte, oltre che alle Regole e Principi Generali contenuti nella Parte Generale, sia che operino in Italia sia che operino all’estero:

  • l’inserimento di clausole contrattuali con i fornitori, sull’intera filiera produttiva e distributiva, che prevedano la garanzia da parte degli stessi e di eventuali loro sub-fornitori, di non ledere, nell’ambito dell’attività svolta, i diritti dei terzi.
  • i disegni/modelli di nuova ideazione e i naming da attribuire a linee o collezioni devono essere sottoposti alla Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A. al fine di:
    • predisporre il fascicolo necessario ad una eventuale registrazione dell’idea;
    • effettuare, a proprio giudizio, ricerche di anteriorità sugli stessi.
  • i disegni / modelli o segni dubbi, devono essere sottoposti alla Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A., cui spetta la valutazione del rischio di dell’idea attivando per la stessa, se lo ritiene una ricerca di anteriorità.
  • la Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A. deve comunicare a mezzo e-mail alla Direzione Creativa di Gianni Versace l’opportunità di utilizzare o meno il marchio / disegno sottoposti alla sua verifica, rilasciando un parere contenente i risultati dell’analisi effettuata, ed i suggerimenti circa la miglior strategia da seguire. Il parere sarà archiviato alla Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A. a corredo del marchio / disegno/ segno distintivo ritenuto oggetto di tutela secondo la legge vigente.
    Se tale analisi avrà esito negativo, tale per cui è sconsigliabile procedere con l’utilizzo del segno proposto, la Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A. provvederà a darne notizia alla Direzione Creativa di Gianni Versace e ad archiviare la pratica nel data base pratiche della Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace SpA..
    Se tale analisi avrà esito positivo, la Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A. valuterà il modo migliore per tutelare il segno proposto, tramite le apposite procedure di registrazione o di raccolta documenti, e le proporrà all’Ufficio Stile e alla Direzione A/F/C di Gianni Versace per decidere insieme la migliore strategia di applicazione e di budget da perseguire.

Nell’attività di gestione dei contanti all’interno dei punti vendita è richiesto a coloro che dovessero ricevere a fronte di un incasso di vendita monete false, di darne opportuna comunicazione allo Store Manager che ne informerà l’ufficio amministrativo.

In particolare la Società, prevede le seguenti misure atte a mitigare il rischio di commissione delle fattispecie di reato potenzialmente applicabili:

  • - al personale del punto vendita è vietato detenere denaro personale, nell’esercizio della attività;
  • - è vietato trattenere denaro per la merce venduta senza emettere il relativo scontrino;
  • - in caso di sospensione o chiusura della cassa, deve essere seguita la procedura fiscale prevista di gestione “alternativa" dei corrispettivi, al fine di impedirne l’utilizzo inopportuno;
  • - sono formalizzati e comunicati al personale della Società che entra in contatto con denaro contante i principali criteri per il riconoscimento di denaro contante falso;
  • - presso i punti vendita sono messi a disposizione strumenti idonei per il riconoscimento di banconote false.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 4
DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 4

La Parte Speciale n. 4 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla Legge 99/2009.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A si riporta qui di seguito una breve descrizione dei reati contemplati nell’25 bis 1 del Decreto.

  • Frode in commercio (art. 515 c.p.);
    Il reato si configura nel caso in cui, nell'esercizio di un'attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, si consegni all'acquirente una cosa mobile per un'altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita.
  • Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.).
    Il reato si configura nel caso in cui, si ponga in vendita o si metta altrimenti in circolazione opere dell'ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualità dell'opera o del prodotto.

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

  • Commercializzazione e promozione di prodotti attraverso tutti i canali di vendita (wholesale, retail & e-commerce).

Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società, e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
In linea generale, il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti sia ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A., ai quali è fatto divieto di dichiarare un’origine del prodotto non veritiera e diversa da quella effettiva; tale principio deve essere rispettato in ogni fase della lavorazione, dalla produzione ed etichettatura del bene fino alla distribuzione.
In via generale, a tali soggetti è richiesto di gestire i rapporti con i clienti garantendo elevati standard qualitativi, nel rispetto della normativa posta a tutela della concorrenza e del mercato, e di fornire informazioni veritiere, precise ed esaurienti circa l’origine e la qualità dei prodotti posti in vendita.

4.2. Procedure specifiche

Relativamente ai reati in materia di delitti contro l’industria ed il commercio, occorre individuare, attribuendogli debita evidenza, adeguate procedure che garantiscano tracciabilità e trasparenza delle scelte operate, mantenendo a disposizione dell’O.d.V. tutta la documentazione di supporto.

Ai fini del rispetto delle regole e dell’osservanza dei divieti elencati nei precedenti capitoli, i Destinatari del Modello dovranno attenersi alle procedure qui di seguito descritte, oltre che alle Regole e Principi Generali contenuti nella Parte Generale, sia che operino in Italia sia che operino all’estero:

  • ‒ controlli sulla qualità, provenienza e origine delle materie prime/ semilavorati e prodotti oggetto di successiva commercializzazione. Con particolare riferimento alle disposizioni di legge previste dalla normativa sulla tutela del Made in Italy (L. 350/03 art. 4 comma 49 come successivamente modificato dall’art. 16 del D.Lgs.135/09) si evidenzia, altresì, che la Società mette in atto procedure operative atte a garantire che i prodotti da lei commercializzati siano accompagnati da indicazioni precise ed evidenti sull'origine o provenienza o comunque, non presentino l’uso di segni, figure o diciture recanti false indicazioni sufficienti ad indurre in fraintendimento del consumatore sull'effettiva origine del prodotto, allorquando i prodotti stessi non siano stati interamente realizzati in Italia ai sensi della normativa europea sull'origine.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 5
REATI SOCIETARI

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 5

La Parte Speciale N. 5 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione, al pari di quella attinente i rapporti con la P.A., è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati societari contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dal D. Lgs. 61/2002 e modificati dalla Legge 262/2005.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A, si descrivono brevemente di seguito le singole fattispecie contemplate nel D. Lgs. 231/2001 all'art. 25 ter:

  • False comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c. c.)
    Il reato si realizza tramite l'esposizione nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci, ai creditori o al pubblico, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, idonei ad indurre in errore i destinatari della situazione economica patrimoniale o finanziaria della Società con intenzione di ingannare i soci, i creditori o il pubblico; ovvero l'omissione, con la stessa intenzione, di informazioni sulla situazione medesima la cui comunicazione è imposta dalla legge.
    Si precisa che la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto; le informazioni false o omesse devono essere rilevanti e tali da alterare sensibilmente la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della Società; la responsabilità si ravvisa anche nell'ipotesi in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi; il reato di cui all'articolo 2622 c.c. è punibile a querela, salvo che si tratti di società quotate.
  • Impedito controllo (art. 2625 c.c.)
    Il reato consiste nell'impedire od ostacolare, mediante occultamento di documenti od altri idonei artifici, lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione attribuite ai soci, ad altri Organi Sociali.
  • Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.)
    Il reato si configura quando viene formato o aumentato fittiziamente il capitale della società mediante attribuzione di azioni o quote sociali per somma inferiore al loro valore nominale; quando vengono sottoscritte reciprocamente azioni o quote; quando vengono sopravvalutati in modo rilevante i conferimenti dei beni in natura, i crediti ovvero il patrimonio della società, nel caso di trasformazione.
  • Indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.)
    La "condotta tipica" prevede, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale, la restituzione ai soci, anche simulata, dei conferimenti o la liberazione dei soci stessi dall'obbligo di eseguirli.
  • Illegale ripartizione degli utili o delle riserve (art. 2627 c.c.)
    La condotta criminosa consiste nel ripartire utili o acconti sugli utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero ripartire riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite.
    Si fa presente che la restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine previsto per l'approvazione del bilancio estingue il reato.
  • Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.)
    Il reato si perfeziona con l'acquisto o la sottoscrizione di azioni o quote della società o della società controllante, che cagioni una lesione all'integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge.
    Si fa presente che, se il capitale sociale o le riserve sono ricostituiti prima del termine previsto per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio in relazione al quale è stata posta in essere la condotta, il reato è estinto.
  • Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.)
    La fattispecie si realizza con l'effettuazione, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, di riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, che cagionino danno ai creditori.
    Si fa presente che il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato.
  • Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.)
    La "condotta tipica" prevede che si determini, con atti simulati o con frode, la maggioranza in assemblea allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto.

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
I Processi Sensibili nel cui ambito, in linea di principio, sono stati riscontrati il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto sono i seguenti:

  • Gestione della contabilità generale e formazione del bilancio;
  • Adempimenti societari.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

E' fatto divieto ai Destinatari (nell’ambito delle attività da essi svolte) di porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali che, presi individualmente o collettivamente, integrino, direttamente o indirettamente, le fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate (art. 25 ter del D. Lgs. 231/2001); è fatto altresì divieto di porre in essere comportamenti in violazione dei principi e delle procedure aziendali previste nella presente parte speciale. Conseguentemente, i soggetti sopra indicati hanno l'espresso obbligo di:

  • 1. tenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo, nel rispetto delle norme di legge e delle procedure aziendali interne, in tutte le attività finalizzate alla formazione del bilancio e delle altre comunicazioni sociali, al fine di fornire ai soci ed ai terzi una informazione veritiera e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società;
  • 2. osservare rigorosamente tutte le norme poste dalla legge a tutela dell'integrità ed effettività del capitale sociale, al fine di non ledere le garanzie dei creditori e dei terzi in genere;
  • 3. salvaguardare il regolare funzionamento della Società e degli organi sociali, garantendo ed agevolando ogni forma di controllo interno sulla gestione sociale previsto dalla legge, nonché la libera e corretta formazione della volontà assembleare;
  • 4. evitare di porre in essere operazioni simulate o diffondere notizie false idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari;
  • 5. effettuare con tempestività, correttezza e buona fede tutte le comunicazioni previste dalla legge e dai regolamenti nei confronti delle autorità di vigilanza, non frapponendo alcun ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza da queste esercitate.

Nell'ambito dei suddetti comportamenti, è fatto divieto, in particolare, di:
con riferimento al precedente punto 1 :

  • rappresentare o trasmettere per l'elaborazione e la rappresentazione in bilanci, relazioni e prospetti o altre comunicazioni sociali, dati falsi, lacunosi o, comunque, non rispondenti alla realtà, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società;
  • omettere dati ed informazioni imposti dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Società;
  • alterare i dati e le informazioni destinati alla predisposizione dei prospetti informativi (ove applicabile);
  • illustrare i dati e le informazioni utilizzati in modo tale da fornire una presentazione non corrispondente all'effettivo giudizio maturato sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società e sull'evoluzione della sua attività;

con riferimento all'obbligo di cui al precedente punto 2:

  • restituire conferimenti ai soci o liberare gli stessi dall’obbligo di eseguirli, al di fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale;
  • ripartire utili o acconti su utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva;
  • acquistare o sottoscrivere azioni della Società o di società controllate fuori dai casi previsti dalla legge, con lesione dell'integrità del capitale sociale;
  • effettuare riduzioni del capitale sociale, fusioni o scissioni, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, provocando ad essi un danno;
  • procedere a formazione o aumento fittizi del capitale sociale, attribuendo azioni per un valore inferiore al loro valore nominale in sede di aumento del capitale sociale;

con riferimento al precedente punto 3:

  • porre in essere comportamenti che impediscano materialmente, mediante l'occultamento di documenti o l'uso di altri mezzi fraudolenti, o che comunque ostacolino, lo svolgimento dell'attività di controllo e di revisione da parte del Collegio Sindacale o della società di revisione;
  • determinare o influenzare l'assunzione delle deliberazioni dell'assemblea, ponendo in essere atti simulati o fraudolenti finalizzati ad alterare il regolare procedimento di formazione della volontà assembleare;

con riferimento al precedente punto 4:

  • pubblicare o divulgare notizie false, o porre in essere operazioni simulate o altri comportamenti di carattere fraudolento o ingannatorio aventi ad oggetto strumenti finanziari quotati o non quotati, ed idonei ad alterarne sensibilmente il prezzo;

con riferimento al precedente punto 5:

  • omettere di effettuare, con la dovuta completezza, accuratezza e tempestività, tutte le segnalazioni periodiche previste dalle leggi e dalla normativa applicabile nei confronti delle autorità di vigilanza cui è soggetta l'attività aziendale, nonché omettere la trasmissione dei dati e documenti previsti dalla normativa e/o specificamente richiesti dalle predette autorità;
  • esporre nelle predette comunicazioni e trasmissioni fatti non rispondenti al vero, ovvero occultare fatti rilevanti relativi alle condizioni economiche, patrimoniali o finanziarie della società;
  • porre in essere qualsiasi comportamento che sia di ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza anche in sede di ispezione da parte delle autorità pubbliche di vigilanza (espressa opposizione, rifiuti pretestuosi, o anche comportamenti ostruzionistici o di mancata collaborazione, quali ritardi nelle comunicazioni o nella messa a disposizione di documenti).
4.2. Procedure specifiche

Ai fini dell'attuazione delle regole elencate al precedente capitolo, si devono rispettare, oltre ai principi generali contenuti nella Parte generale del Modello, le procedure specifiche qui di seguito indicate:
Predisposizione delle comunicazioni ai soci e/o al mercato relative alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società (quali a titolo, esemplificativo, bilancio d'esercizio e bilancio consolidato corredati dalla relazione sulla gestione, relazioni trimestrali e semestrale, ecc.)
I suddetti documenti devono essere redatti in base alle specifiche procedure, prassi e logiche aziendali in essere che:

  • (i) determinano con chiarezza e completezza i dati e le notizie che ogni funzione interessata deve fornire ed i criteri contabili per l'elaborazione dei dati e (ii) prevedano la definizione delle suddette funzioni, idonee scadenze, gli argomenti oggetto di comunicazione e informativa, l’organizzazione dei relativi flussi e l’eventuale rilascio di apposite certificazioni;
  • prevedono la trasmissione di dati ed informazioni alla funzione responsabile attraverso un sistema (anche informatico) che consente la tracciatura dei singoli passaggi e l'identificazione dei soggetti che inseriscono i dati nel sistema;
  • prevedono criteri e modalità per l'elaborazione dei dati del bilancio consolidato e la trasmissione degli stessi da parte delle società rientranti nel perimetro di consolidamento;
  • prevedono meccanismi condivisi nella formazioni di dati statistici e stime.

Predisposizione dei prospetti informativi (ove applicabile)
La redazione, o partecipazione alla redazione, di prospetti informativi dovrà essere effettuata sulla base di procedure che si fondano sui seguenti principi:

  • utilizzo di procedure coerenti con quelle adottate per la predisposizione delle comunicazioni ai soci e/o al mercato relative alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società;
  • utilizzo di informazioni previsionali condivise dalle funzioni interessate ed approvate dal Consiglio di Amministrazione e/o Amministratore Delegato.

Gestione dei rapporti con la società di revisione contabile in ordine all'attività di comunicazione da parte di quest'ultima a terzi relativa alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria di Gianni Versace S.p.A.
Nei rapporti tra Gianni Versace S.p.A. e la società di revisione contabile sono adottate le seguenti misure integrative:

  • rispetto delle procedure aziendali che regolamentano la fase di selezione della proposte delle società di revisione contabile;
  • salvo gli incarichi ed i compiti previsti per legge, alla società di revisione di Gianni Versace S.p.A. o ad altri soggetti ad essa collegati non possono essere attribuiti ulteriori diversi incarichi se non previa autorizzazione scritta dell’Amministratore Delegato.

Operazioni relative al capitale sociale
Tutte le operazioni sul capitale sociale di Gianni Versace S.p.A. e delle società da essa direttamente controllate, nonché la costituzione di società, l'acquisto e la cessione di partecipazioni, le fusioni e le scissioni devono essere effettuate nel rispetto delle regole di Corporate Governance e delle procedure aziendali all'uopo predisposte.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 6
REATI CON FINALITA’ DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL’ORDINE DEMOCRATICO

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 6

La Parte Speciale N. 6 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione, è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati con finalità di terrorismo applicabili contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla L. 14 gennaio 2003 n. 7, art. 3.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A, si descrivono brevemente di seguito le singole fattispecie contemplate nel D. Lgs. 231/2001 all'art. 25 quater:

  • Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico (art. 270-bis c.p.)
  • Il reato si configura nel caso in cui, chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento. Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

  • Gestione dei rapporti con gli Enti Pubblici competenti in occasione di adempimenti connessi all’attività caratteristica, anche in sede di verifiche ed ispezioni per quanto attiene alla richiesta di rilascio di lettere di invito presso gli uffici dei Consolati nell’ambito delle attività di sales & marketing.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti sia ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A., ai quali è fatto divieto di:

  • ‒ procedere in modo autonomo nella richiesta di rilascio di lettere di invito a soggetti terzi (siano essi clienti o fornitori, in essere o target) senza il preliminare coinvolgimento della Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A.;
  • ‒ invitare soggetti esteri senza aver espletato un processo minimo di identificazione formale della persona fisica a cui la lettera di invito verrà rilasciata, tramite canali ufficiali nonché raccogliendo informazioni, per quanto possibile, rispetto alla onorabilità e rispettabilità dell’individuo;
  • ‒ farsi promotori di iniziative di sales & marketing che vedano direttamente coinvolta Gianni Versace come referente primario ed esclusivo, nei confronti delle autorità preposte, dell’ingresso su suolo nazionale di cittadini stranieri di cui non si conoscano le generalità;
  • ‒ farsi carico, per conto del soggetto terzo, delle richieste di rilascio dei permessi di soggiorno temporanei e/o visti di ingresso nel nostro paese di cittadini stranieri, rendendo la società responsabile e referente primaria nei confronti delle Autorità preposte.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 7
REATI TRANSNAZIONALI

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 7

La Parte Speciale N. 7 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati transazionali applicabili contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A,, si descrivono brevemente di seguito le singole fattispecie contemplate nel D. Lgs. 231/2001 di reati transnazionali:

  • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12 D.Lgs. 286/1998)
    Il reato si configura nel caso in cui chiunque, al fine di trarre profitto anche indiretto, compie atti diretti a procurare l’ingresso di taluno nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico ovvero a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente.

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
I Processi Sensibili nel cui ambito, in linea di principio, sono stati riscontrati il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto sono i seguenti:

  • Gestione dei rapporti con gli Enti Pubblici competenti in occasione di adempimenti connessi all’attività caratteristica, anche in sede di verifiche ed ispezioni per quanto attiene alla richiesta di rilascio di lettere di invito presso gli uffici dei Consolati nell’ambito delle attività di sales & marketing.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.2. Principi generali di comportamento

I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti sia ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A., ai quali è fatto divieto di:

  • ‒ procedere in modo autonomo nella richiesta di rilascio di lettere di invito a soggetti terzi (siano essi clienti o fornitori, in essere o target) senza il preliminare coinvolgimento della Direzione Affari Legali e Societari di Gianni Versace S.p.A.;
  • ‒ invitare soggetti esteri senza aver espletato un processo minimo di identificazione formale della persona fisica a cui la lettera di invito verrà rilasciata, tramite canali ufficiali nonché raccogliendo informazioni, per quanto possibile, rispetto alla onorabilità e rispettabilità dell’individuo;
  • ‒ farsi promotori di iniziative di sales & marketing che vedano direttamente coinvolta Gianni Versace come referente primario ed esclusivo, nei confronti delle autorità preposte, dell’ingresso su suolo nazionale di cittadini stranieri di cui non si conoscano le generalità;
  • ‒ farsi carico, per conto del soggetto terzo, delle richieste di rilascio dei permessi di soggiorno temporanei e/o visti di ingresso nel nostro paese di cittadini stranieri, rendendo la società responsabile e referente primaria nei confronti delle Autorità preposte.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 8
REATI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 8

La Parte Speciale n. 8 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla Legge 123/2007.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A , si riporta qui di seguito una breve descrizione dei reati contemplati nell’art. 25-septies del Decreto.

  • Omicidio Colposo (art. 589 c.p.)
    La fattispecie di reato si configura quando il fatto è commesso con violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il reato si configura ogni qualvolta un soggetto cagioni per colpa la morte di altro soggetto. Tuttavia, la fattispecie delittuosa inserita nel D. Lgs. 231/2001 riguarda unicamente le ipotesi in cui l’evento-morte sia stato determinato non già da colpa di tipo generico, e dunque per imperizia, imprudenza o negligenza, bensì da colpa specifica, consistente nella violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
  • Lesioni Colpose Gravi (art. 590 c.p.)
    Il reato si materializza verso una o più persone quando i fatti sono commessi in violazione delle norme sulla disciplina di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il reato si configura ogni qualvolta un soggetto, in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, cagioni ad altro soggetto lesioni gravi o gravissime.
    Ai sensi del comma 1 dell’art. 583 c.p., la lesione è considerata grave nei seguenti casi:
  • “se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni";
  • se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo".
    Ai sensi del comma 2 dell’art. 583 c.p., la lesione è considerata invece gravissima se dal fatto deriva:
  • “una malattia certamente o probabilmente insanabile;
  • la perdita di un senso;
  • la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;
  • la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso".
    Per entrambe le fattispecie delittuose, gli enti saranno puniti con una sanzione pecuniaria non inferiore a 1000 quote (ossia non inferiore a circa 1,5 milioni di euro) qualora l’omicidio colposo ovvero la lesione personale grave o gravissima si verifichino a seguito della violazione delle norme antinfortunistiche e sulla igiene e salute sul lavoro. L’art. 5 del D. Lgs. 231/2001 esige però che i reati siano stati commessi nell’interesse dell’ente o a suo vantaggio.
    Nel caso di condanna per uno di questi delitti, l’ente sarà costretto a subire anche una sanzione interdittiva per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.

3. PROCESSI SENSIBILI

Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

  • Gestione del sistema sicurezza ai sensi del D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza).

Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti in materia di sicurezza sul lavoro, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
I divieti di carattere generale appresso specificati si applicano sia ai Dipendenti e ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A. - in via diretta -, sia ai Consulenti, ai Fornitori e ai Partner a vario titolo.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

E' fatto divieto di porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali che, presi individualmente o collettivamente, integrino, direttamente o indirettamente, le fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate (art. 25 septies del D. Lgs. 231/2001); è fatto altresì divieto di porre in essere comportamenti in violazione dei principi e delle procedure aziendali previste nella presente parte speciale.
Nell'ambito dei suddetti comportamenti è fatto divieto in particolare di:

  • Fumo in tutti i locali aziendali;
  • Di assumere comportamenti tali per cui azioni od omissioni da parte del Dipendente, Dirigenti, terze parti in materia di antinfortunistica e sicurezza sul lavoro possano provocare omicidio o lesioni colpose.

In particolare per un’effettiva prevenzione dei rischi ed in conformità agli adempimenti prescritti dal D.Lgs. 81/2008, come successivamente modificato ed integrato dal D.Lgs. 106/2009, nonché in coerenza con la ripartizione di ruoli, compiti e responsabilità in materia di sicurezza all’interno della Società e dei luoghi di pertinenza , è fatta espressa richiesta:

  • ‒ ai soggetti aziendali (a titolo di esempio, il Datore di Lavoro e i Delegati in materia di Sicurezza per i siti di rispettiva competenza) e alle funzioni aziendali a vario titolo coinvolte nella gestione del sistema sicurezza, di svolgere i compiti loro attribuiti dalla Società in tale materia nel rispetto delle deleghe e procure conferite, nonché delle procedure aziendali esistenti, avendo cura di informare e formare il personale che, nello svolgimento delle proprie attività, sia esposto a rischi connessi alla sicurezza,
  • ‒ ai soggetti nominati dalla Società ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. per ciascuno degli siti facenti capo alla Società (es. i Responsabili del SPP, gli Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione; gli Incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo; gli addetti al Primo Soccorso; i Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori) di svolgere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e attribuzioni, i compiti di sicurezza specificamente affidati dalla normativa vigente e previsti nel sistema sicurezza adottato dalla Società;
  • ‒ ai preposti di vigilare sulla corretta osservanza, da parte di tutti i lavoratori, delle misure e delle procedure di sicurezza adottate dalla Società, segnalando ai Responsabili del SSP eventuali carenze o disallineamenti del sistema sicurezza, nonché comportamenti ad esso contrari;
  • ‒ a tutti i dipendenti di aver cura della propria sicurezza e salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, osservando le misure, le procedure di sicurezza e le istruzioni fornite dalla Società, nonché, per un’effettiva protezione dai rischi individuati, utilizzando obbligatoriamente, nello svolgimento delle proprie attività, laddove previsti i mezzi e i Dispositivi di Protezione Individuale consegnati dalla Società.
4.2. Procedure Specifiche

Sarà cura della Gianni Versace S.p.A emettere le seguenti procedure:

  • procedure/disposizioni volte a definire in modo formale i compiti e le responsabilità in materia di sicurezza;
  • procedura/disposizione interna di organizzazione degli accertamenti sanitari preventivi e periodici;
  • procedura/disposizione interna per la gestione di pronto soccorso, emergenza, evacuazione e prevenzione incendi;
  • procedure/disposizioni per la gestione amministrativa delle pratiche di infortunio e delle malattie professionali.

La Società formerà ed informerà tutti i dipendenti e neoassunti provvedendo a documentare l’informazione e l’istruzione per l’uso delle attrezzature di lavoro messe a disposizione dei dipendenti, nonché i terzi.

Doveri del Datore di Lavoro e dei Lavoratori
Al fine di specificare meglio i principi sopra descritti, viene previsto quanto segue.
Il DATORE DI LAVORO deve:

  • valutare tutti i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, le attrezzature di lavoro, le sostanze o i preparati chimici impiegati, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro;
  • elaborare, all’esito di tale valutazione, un documento (da custodirsi presso l’azienda o l’unità produttiva) contenente:
  • una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
  • l’individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione dei rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori;
  • il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  • l’attività di valutazione e di redazione del documento deve essere compiuta in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e con il medico competente nei casi in cui sia obbligatoria la sorveglianza sanitaria, previa consultazione del rappresentante per la sicurezza, e va nuovamente effettuata in occasione di modifiche del processo produttivo significative ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori.
  • designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione interno o esterno all’Azienda, nonché gli addetti al medesimo Servizio di Prevenzione e Protezione;
  • nominare il medico competente;
  • adottare le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori, in particolare:
  • designando preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;
  • aggiornando le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e della sicurezza del lavoro, ovvero in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;
  • tenendo conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori in rapporto alla loro salute e alla sicurezza, nell’affidare agli stessi i relativi compiti;
  • fornendo ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, di concerto con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
  • adottando le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
  • richiedendo l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
  • richiedendo l’osservanza da parte del medico competente degli obblighi previsti dalle norme in materia di sicurezza sul lavoro, informandolo sui processi e sui rischi connessi all’attività produttiva;
  • adottando le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dando istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • informando i lavoratori esposti a rischi gravi e immediati circa i rischi stessi e le specifiche di sicurezza adottate;
  • astenendosi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
  • permettendo ai lavoratori di verificare l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute e consentendo al rappresentante per la sicurezza di accedere alle informazioni ed alla documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi, le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l’organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;
  • prendendo appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno;
  • tenendo il registro nel quale siano annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno;
  • adottando le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda, ovvero dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
  • custodire, presso l’azienda ovvero l’unità produttiva, la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, con salvaguardia del segreto professionale; dovrà esserne consegnata copia al lavoratore stesso al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, ovvero quando lo stesso ne faccia richiesta.

I LAVORATORI devono:

  • osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
  • utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza;
  • utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
  • segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui ai precedenti punti nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  • non rimuovere né modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
  • non compiere di propria iniziativa operazioni né manovre che non siano di loro competenza ovvero che possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
  • sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti;
  • contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento di tutti gli obblighi imposti dall’autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro.

I contratti di appalto
Versace provvederà a predisporre e mantenere aggiornato l’elenco delle aziende che operano all’interno dei propri siti con contratto d’appalto.
Le modalità di gestione e di coordinamento dei lavori in appalto devono essere formalizzate in contratti scritti nei quali siano presenti espressi riferimenti agli adempimenti di cui all’art. 26 del DLgs 81/08, tra questi, in capo al datore di lavoro:

  • verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici in relazione ai lavori da affidare in appalto, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
  • fornire informazioni dettagliate agli appaltatori circa i rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e in merito alle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività;
  • cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
  • coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori;
  • adottare misure volte ad eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

5. I CONTROLLI DELL’ODV

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 9
REATI IN MATERIA DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO, IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA e AUTORICICLAGGIO

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 9

La Parte Speciale n. 9 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti con il D. Lgs. 231/2007.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A si riporta qui di seguito una breve descrizione dei reati contemplati nell’art.25-octies del Decreto.

  • Ricettazione (art. 648 c.p.)
    La fattispecie di reato si configura quando si acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque ci si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare.
  • Riciclaggio (art. 648-bis c.p.)
    Tale reato si materializza quando si sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero quando si compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Tale ipotesi è punita con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 ad euro 15.493. La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
  • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.)
    Il reato si perfeziona quando denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto sono impiegati in attività economiche o finanziarie. In tal caso è prevista la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 ad euro 15.493. La pena è aumentata quando il fatto commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
    Nei predetti casi, alla società si applica la sanzione pecuniaria da duecento a ottocento quote e la sanzione interdittiva fino a due anni. La sanzione pecuniaria può, pertanto, raggiungere la cifra di circa 1,25 milioni di euro (nei casi di particolare gravità la sanzione può essere triplicata).
  • Autoriciclaggio (art.648-ter 1 c.p)
    Il reato si perfeziona quando colui che dopo aver commesso o concorso a commettere un delitto non colposo impiega, sostituisce o trasferisce denaro beni o altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Chiunque impiega i proventi di un delitto non colposo in attività economiche o finanziarie, ovvero li impiega con finalità speculative, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 10.000 ad euro 100.000, se dal fatto deriva nocumento alla libera concorrenza, alla trasparenza e all'andamento dei mercati. Se i proventi derivano da un delitto doloso per il quale è stabilita la pena della reclusione nel massimo fino a cinque anni, si applica la pena della reclusione fino a sei anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale, bancaria o finanziaria. La pena è diminuita nell'ipotesi di cui al secondo comma dell'articolo 648.
    Si applica in ogni caso l'ultimo comma dell'articolo 648.

3. PROCESSI SENSIBILI

I Processi Sensibili nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto sono i seguenti:

  • Gestione dei rapporti con soggetti terzi e con le altre società del gruppo connessi all’attività caratteristica;
  • Commercializzazione e promozione di prodotti attraverso tutti i canali di vendita (wholesale, retail & e-commerce) relativamente a quanto attiene alla gestione degli incassi e delle operazioni di cassa per contanti;
  • Gestione della contabilità generale formazione del bilancio relativamente a quanto attiene al coordinamento e gestione dei flussi finanziari anche in relazione alle operazioni infragruppo e di tesoreria

I Processi Sensibili devono essere svolti conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società, e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
In linea generale, il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare, per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

E' fatto divieto di porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti tali che, presi individualmente o collettivamente, integrino, direttamente o indirettamente, le fattispecie di reato rientranti tra quelle sopra considerate (art. 25 octies del D. Lgs. 231/2001); è fatto altresì divieto di porre in essere comportamenti in violazione dei principi e delle procedure aziendali previste nella presente parte speciale.
Nello svolgimento delle operazioni attinenti alla gestione dei pagamenti e/o incassi, oltre alle regole di cui al Modello e, in particolare, a quelle indicate dalla legge, dal Codice Etico e dalle procedure interne, ai componenti degli Organi Sociali di Gianni Versace S.p.A. (e i Dipendenti e Consulenti nell’ambito delle attività da essi svolte) è fatto divieto in particolare di:

  • Effettuare pagamenti e/o incassi mediante contanti o assegni trasferibili oltre il limite fissato dall’attuale normativa antiriciclaggio;
  • Non effettuare l’identificazione dei terzi che richiedono di non rispettare le restrizioni e le norme previste dalla legislazione locale.
  • Monitoraggio movimenti sui conti correnti aziendali;
  • Tracciabilità del processo sia a livello di sistema informativo, sia in termini documentali;
  • Segregazione delle funzioni.

La normativa italiana in tema di prevenzione dei reati di riciclaggio prevede norme tese a ostacolare le pratiche di riciclaggio, vietando tra l’altro l’effettuazione di operazioni di trasferimento di importi rilevanti con strumenti anonimi ed assicurando la ricostruzione delle operazioni attraverso l’identificazione della clientela e la registrazione dei dati in appositi archivi.
Trattandosi di una prescrizione normativa, i principi di comportamento e di attuazione del processo decisionale non sono influenzati ma è richiesto a tutti i Destinatari la completa adesione alle prescrizioni della legge.

4.2. Procedure Specifiche

Ai fini dell'attuazione delle regole elencate al precedente paragrafo 4.1, si devono rispettare, oltre ai principi generali contenuti nella Parte generale del Modello, le procedure specifiche qui di seguito indicate:

  • Verifica dell’attendibilità commerciale e professionale dei fornitori e Partner commerciali
    L’attendibilità commerciale e professionale dei fornitori, Partner commerciali e clienti è effettuata attraverso la verifica di alcuni indici rilevanti (es. dati pregiudizievoli pubblici, acquisizione di informazioni commerciali tramite società specializzate, coinvolgimento di “persone politicamente esposte");
  • Regolarità dei pagamenti
    Nell’apprezzamento della regolarità dei pagamenti sono adottati i seguenti controlli preventivi:
  • verifica della coincidenza tra Destinatari/ordinanti dei pagamenti e controparti;
  • controlli formali e sostanziali dei flussi finanziari aziendali, con riferimento ai pagamento verso terzi e ai pagamenti/operazioni infragruppo (a cura della Tesoreria di Gianni Versace S.p.A.);
  • garanzia del rispetto delle soglie per i pagamenti per contanti e/o assegni, eventuale utilizzo di libretti al portatore o anonimi (a cura della Tesoreria di Gianni Versace);
  • previsione di regole disciplinari in materia di prevenzione dei fenomeni di riciclaggio e adottare adeguati programmi di formazione del personale ritenuto esposto al rischio di riciclaggio;
  • Monitoraggio dei movimenti sui conti correnti aziendali
  • Monitoraggio degli accrediti sui propri conti correnti in modo da verificare la sussistenza di documentazione/di una ragione che giustifichi e legittimi il relativo versamento di denaro e/o l’ingresso di altro bene/strumento finanziario nel Patrimonio della Società;
  • Qualsiasi altro movimento sui propri conti correnti sia costantemente monitorato in modo da verificare la sussistenza di documentazione/di una ragione che giustifichi e legittimi il relativo movimento;
  • Tracciabilità del processo sia a livello di sistema informativo, sia in termini documentali;
  • La tracciabilità dei movimenti bancari della Società, è garantito attraverso l’archiviazione e la conservazione della relativa documentazione a giustificazione degli stessi;
  • Segregazione delle funzioni;
  • Le attività di gestione del ciclo attivo e del ciclo passivo, di gestione dell’acquisto/vendita di beni sono soggette a riconciliazioni e controlli rispetto al corretto riporto delle informazioni nei documenti contabili della Società;
  • Esistenza di controlli maker and checker attraverso i quali la persona che esegue l’operazione è differente da quella che la autorizza, previo controllo di adeguatezza

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 10
DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 10

La Parte Speciale n. 10 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla Legge 99/2009.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A si riporta qui di seguito una breve descrizione dei reati contemplati nell’art. 25 novies del Decreto:

  • Art. 171 commi 1 lett. a-bis) e 3 Legge 633/1941;
  • Art. 171-ter, comma 1 lett.d), Legge 633/1941

3. PROCESSI SENSIBILI

Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
I Processi Sensibili nel cui ambito, in linea di principio, è riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto sono i seguenti:

  • Gestione dei rapporti con gli enti pubblici competenti in occasione di adempimenti connessi all’attività caratteristica, anche in sede di verifiche ed ispezioni per quanto attiene ai rapporti con i funzionari della SIAE in occasione di verifiche e ispezioni inerenti gli adempimenti connessi all'uso di opere tutelate dal diritto d'autore;
  • Commercializzazione e promozione di prodotti attraverso tutti i canali di vendita (wholesale, retail & e-commerce);
  • Utilizzo, gestione e manutenzione dei sistemi informativi aziendali, per quanto attiene alla riproduzione e diffusione all'interno dei sistemi informativi aziendali di opere tutelate dal diritto di autore e dai diritti connessi (e.g. foto, video promozionali, brani musicali destinati al sito internet, nonché licenze e software, ecc.).

I Processi Sensibili devono essere svolti conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società, e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
In linea generale, il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

4.1. Principi generali di comportamento

I seguenti principi di comportamento di carattere generale si applicano ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, siano coinvolti nelle attività "sensibili" rispetto ai delitti in materia di violazione del diritto d'autore di cui all'art. 25-novies del D.Lgs. 231/2001.
In via generale, a tali soggetti è richiesto di:

  • assicurare il rispetto delle norme interne, comunitarie e internazionali poste a tutela della proprietà intellettuale e promuovere il corretto uso di tutte le opere dell'ingegno di carattere creativo, compresi i programmi per elaboratore e le banche di dati;
  • curare diligentemente gli adempimenti di carattere amministrativo necessari ad assicurare un corretto uso di opere d'ingegno, tra cui foto, video o brani musicali, nell'ambito della gestione del sito internet aziendale, della rete televisiva interna e di tutte le attività finalizzate alla promozione.

È fatto espresso divieto ai Destinatari, di:

  • riprodurre o diffondere, in qualunque forma e senza diritto, l'opera intellettuale altrui, in mancanza di accordi contrattuali formalizzati per iscritto con i relativi titolari per il relativo sfruttamento economico o in violazione dei termini e delle condizioni previste in detti accordi;
  • diffondere tramite la rete televisiva interna o il sito internet brani musicali, foto o video a supporto di attività promozionali, in assenza dell'espressa autorizzazione dell'autore e in violazione delle norme concernenti il pagamento del diritto di sfruttamento dell'opera stessa. Tale principio risulta valido anche nell'ambito delle attività di gestione delle sfilate in riferimento alla diffusione di brani musicali tra il pubblico presente.
4.2. Procedure specifiche

Ai fini dell'attuazione delle regole elencate al precedente paragrafo 4.1, si devono rispettare, oltre ai principi generali contenuti nella Parte generale del Modello, le procedure specifiche qui di seguito indicate:

  • - é vietata l’installazione e l’utilizzo di software (programmi) non approvati dalla Società e non correlati con l’attività professionale espletata da parte dei destinatari e degli utilizzatori;
  • - è vietata l’installazione e l’utilizzo, sui sistemi informatici della Società, di software (c.d. “P2P", di files sharing o di instant messaging) mediante i quali è possibile scambiare con altri soggetti all’interno della rete Internet ogni tipologia di files (quali filmati, documentazioni, canzoni, dati etc.) senza alcuna possibilità di controllo da parte della società;
  • - il personale non può utilizzare software privi delle necessarie autorizzazioni/ licenze. L’Ufficio Sistemi Informativi Customer Service monitora la diffusione di software regolarmente licenziati;
  • - il personale nell’ambito dell’attività lavorativa, non può duplicare e/o diffondere in qualsiasi forma programmi e files se non nelle forme e per gli scopi di servizio per i quali sono stati assegnati;
  • - il personale non è autorizzato alla riproduzione di CD e più in generale di supporti sottoposti a licenza d’uso;
  • - il personale dei punti vendita non può trasmettere a mezzo della radio o con qualsiasi procedimento, di videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, o di altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della Legge 633/41, l'apposizione di contrassegno SIAE, privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato.

5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

PARTE SPECIALE N. 11 REATI DI INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA

1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 11

La Parte Speciale n. 11 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dalla Legge 116/2009.
In particolare, in prosieguo si procederà a:

  • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
  • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

2. LE FATTISPECIE DI REATO

In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A si riporta qui di seguito una breve descrizione del reato contemplato nell’art. 25 decies del Decreto.

  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità Giudiziaria (art. 377 bis c.p.) Il reato si configura nel caso in cui, con violenza o minaccia, o con offerta o promessa di denaro o di altra utilità, si induca a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci la persona chiamata a rendere davanti alla autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale, quando questa ha la facoltà di non rispondere.
  • 3. PROCESSI SENSIBILI

    Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
    Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

    • Gestione dei contenziosi giudiziali e delle problematiche connesse.

    Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
    In linea generale, il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

    4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

    4.1. Principi generali di comportamento

    I seguenti principi di comportamento di carattere generale si applicano ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, siano coinvolti nelle attività “sensibili" rispetto al reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria di cui all’art. 25-decies del D. Lgs. 231/2001.
    In via generale, a tali soggetti è richiesto di:

    • evadere con tempestività, correttezza e buona fede tutte le richieste provenienti dagli organi di polizia giudiziaria e dall’autorità giudiziaria inquirente e giudicante, fornendo tutte le informazioni, i dati e le notizie eventualmente utili;
    • mantenere, nei confronti degli organi di polizia giudiziaria e dell’autorità giudiziaria un comportamento disponibile e collaborativo in qualsiasi situazione.

    È fatto espresso divieto ai Destinatari, di:

    • ricorrere alla forza fisica, a minacce o all’intimidazione oppure promettere, offrire o concedere un’indebita utilità per indurre colui il quale può avvalersi della facoltà di non rispondere nel procedimento penale, a non rendere dichiarazioni o a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, con l’intento di ottenere una pronuncia favorevole alla Società o determinare il conseguimento di altro genere di vantaggio.

    In caso di dubbi sulla corretta interpretazione delle regole comportamentali indicate, il soggetto interessato potrà richiedere chiarimenti al proprio responsabile che potrà - a sua volta - consultare l’Organismo di Vigilanza.

    5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

    L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
    A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

    PARTE SPECIALE N. 12
    REATI AMBIENTALI

    1. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 12

    La Parte Speciale n. 12 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
    Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dal D.Lgs. 121/2011.
    In particolare, in prosieguo si procederà a:

    • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
    • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

    2. LE FATTISPECIE DI REATO

    In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A , di seguito si riportano le fattispecie di reato previste dall’art. 25 undecies del Decreto:

    • Attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 commi 1, 3, 5 e 6 secondo periodo D.Lgs. 152/2006);
    • Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (art. 258 comma 4 secondo periodo D.Lgs. 152/2006);
    • Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 commi 1 e 2 D.Lgs. 152/2006);
    • Falsità ideologica del certificato di analisi dei rifiuti, anche utilizzato nell’ambito del SISTRI – Area Movimentazione, e falsità ideologica e materiale della scheda SISTRI – Area Movimentazione (art. 260-bis D.Lgs. 152/2006);
    • Superamento di valori limite di emissione che determinano il superamento dei valori limite di qualità dell’aria (art. 279 comma 5 D.Lgs. 152/2006);
    • (Concorso in) Importazione, esportazione, riesportazione di esemplari appartenenti alle specie protette di cui agli Allegati A, B e C del Regolamento CE n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e s.m.i.; omessa osservanza delle prescrizioni finalizzate all’incolumità degli esemplari appartenenti alle specie protette; uso dei predetti esemplari in modo difforme dalle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi o certificativi; trasporto e transito degli esemplari in assenza del certificato o della licenza prescritti; commercio di piante riprodotte artificialmente in contrasto con le prescrizioni di cui all’art. 7 par. 1 lett. b) Regolamento CE n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e s.m.i.; detenzione, uso per scopo di lucro, acquisto, vendita, esposizione o detenzione per la vendita o per fini commerciali, offerta in vendita o cessione di esemplari senza la prescritta documentazione (artt. 1 e 2 Legge n. 150/1992);
    • Falsificazione o alterazione di certificati, licenze, notifiche di importazione, dichiarazioni, comunicazioni di informazioni previste dall'art. 16, par. 1, lett. a), c), d), e), ed l), del Regolamento CE n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996 e ss.mm.ii. (art. 3 Legge n. 150/1992);
    • Cessazione e riduzione dell’impiego di sostanze lesive (art. 3 Legge n. 549/1993);

    3. PROCESSI SENSIBILI

    Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
    Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

    • Gestione degli adempimenti in materia ambientale ai sensi del D.Lgs. 121/2011

    Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
    In linea generale, il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

    4. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

    4.1. Principi generali di comportamento

    I principi di comportamento di carattere generale di seguito richiamati si applicano ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, siano coinvolti nelle attività “sensibili" rispetto ai Reati Ambientali.
    Alla luce delle considerazioni di cui sopra, è primariamente richiesto a tutti i Destinatari il rispetto degli obblighi previsti dal sistema di deleghe e procure aziendale in materia ambientale.
    In particolare, ai Destinatari del Modello che, con specifico riferimento alle attività aziendali connesse al processo strumentale sopraindicato, si affidano a soggetti terzi, è richiesto di:

    • rispettare scrupolosamente la normativa in materia ambientale;
    • accertare, prima dell’instaurazione del rapporto, la rispettabilità e l’affidabilità dei fornitori di servizi connessi alla gestione dei rifiuti attraverso l’acquisizione e la verifica della validità e della corretta pertinenza delle autorizzazioni, comunicazioni e iscrizioni, nonché delle eventuali certificazioni in materia ambientale da questi posseduti;
    • inserire nei contratti stipulati con i fornitori di servizi connessi alla gestione dei rifiuti specifiche clausole attraverso le quali la Società possa riservarsi il diritto di verificare periodicamente le autorizzazioni, comunicazioni, iscrizioni e certificazioni in materia ambientale, tenendo in considerazione i termini di scadenza e rinnovo delle stesse;
    • aggiornare periodicamente l’archivio delle autorizzazioni, iscrizioni e comunicazioni acquisite dai fornitori terzi e segnalare tempestivamente alla funzione preposta ogni variazione riscontrata;
    • compilare i certificati di analisi dei rifiuti riportando informazioni corrette e veritiere sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti stessi;
    • impiegare nelle attività di estrazione, raccolta ed isolamento delle sostanze lesive all’ozono stratosferico, esclusivamente personale specializzato ed autorizzato nel rispetto della normativa cogente;
    • affidare lo smaltimento delle sostanze lesive all’ozono stratosferico non rigenerabili né recuperabili, a ditte autorizzate, nel rispetto della normativa vigente. In generale, conferire i beni durevoli contenenti le sostanze lesive sopra menzionate, al termine della loro durata operativa, a centri di raccolta autorizzati.

    Con riferimento ai principi di comportamento, in particolare, è fatto espresso divieto di:

    • porre in essere condotte finalizzate a violare le prescrizioni in materia di gestione dei rifiuti;
    • falsificare o alterare le comunicazioni ambientali nei confronti della Pubblica Amministrazione (e.g. ARPA, Amministrazione Provinciale, ASL, Comune, Autorità giudiziaria, Polizia Municipale, ecc.);
    • abbandonare o depositare in modo incontrollato i rifiuti ed immetterli, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee;
    • effettuare attività connesse alla gestione dei rifiuti in mancanza di un’apposita autorizzazione per il loro smaltimento e recupero;
    • miscelare categorie diverse di rifiuti pericolosi (oppure rifiuti pericolosi con quelli non pericolosi);
    • violare gli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari per la gestione dei rifiuti;
    • falsificare o alterare il certificato di analisi dei rifiuti, anche utilizzato nell’ambito del SISTRI – Area Movimentazione;
    • di violare le norme in materia di falsificazione o alterazione di certificati, licenze, notifiche di importazione, dichiarazioni, comunicazioni di informazioni relativi all'importazione ed esportazione di specie protette;
    • di avvalersi di impianti di climatizzazione dell’aria o apparecchiature di refrigerazione contenenti gas lesivi dello strato di ozono non a norma, ovvero di manutenere gli stessi con personale non qualificato e ricaricando gli impianti con HCFC vergini;
    • disperdere nell'ambiente le sostanze lesive all’ozono stratosferico;
    • falsificare o alterare qualsiasi documento da sottoporre a Pubbliche Amministrazioni o Autorità di controllo ovvero omettere di comunicare tempestivamente informazioni o dati su fatti o circostanze che possano compromettere la tutela dell’ambiente o la salute pubblica;
    • impedire l’accesso agli insediamenti da parte di soggetti incaricati del controllo.

    Con specifico riferimento agli immobili e agli impianti, è richiesto ai soggetti autorizzati coinvolti, di pianificare e/o effettuare gli interventi di manutenzione degli stessi in linea con il piano manutentivo degli stessi, verificandone il corretto funzionamento e segnalando ai referenti preposti eventuali anomalie.
    Coloro che svolgono una funzione di controllo e supervisione sugli adempimenti connessi all’espletamento delle sopra menzionate attività devono porre particolare attenzione in ordine all’attuazione degli adempimenti stessi e riferire immediatamente al proprio referente aziendale e, in caso di situazioni di significativa gravità, all’Organismo di Vigilanza, presunte irregolarità e/o non conformità eventualmente riscontrate nei siti della Società.

    5. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

    L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
    A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

    PARTE SPECIALE N. 13
    REATO DI IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO E’ IRREGOLARE

    6. FINALITA’ DELLA PARTE SPECIALE N. 13

    La Parte Speciale n. 13 si riferisce ai comportamenti posti in essere dai Destinatari del presente “Modello", così come definiti nella Parte Generale, coinvolti nei Processi Sensibili.
    Obiettivo della regolamentazione è che tutti i soggetti interessati tengano comportamenti conformi a quanto prescritto nel Modello al fine di prevenire la commissione dei reati contemplati nel D. Lgs. 231, introdotti dal D.Lgs. 121/2011.
    In particolare, in prosieguo si procederà a:

    • dettagliare le procedure/prassi che i Destinatari sono tenuti ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello;
    • fornire all’O.d.V., ed ai responsabili delle altre funzioni aziendali che con lo stesso interagiscono, gli strumenti per effettuare le attività di controllo, monitoraggio e verifica previste.

    7. LE FATTISPECIE DI REATO

    In considerazione delle attività caratteristiche di Gianni Versace S.p.A , di seguito si riportano le fattispecie di reato previste dall’art. 25 duodiecis del Decreto:

    • Impiego di Lavoratori Irregolari (Art. 22 comma 12 e 12 bis)
      comma 12 - Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.
      comma 12-bis. Le pene per il fatto previsto dal comma 12 sono aumentate da un terzo alla meta':
    • a) se i lavoratori occupati sono in numero superiore a tre;
    • b) se i lavoratori occupati sono minori in eta' non lavorativa;
    • c) se i lavoratori occupati sono sottoposti alle altre condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui al terzo comma dell'articolo 603-bis del codice penale.);

    8. PROCESSI SENSIBILI

    Gianni Versace S.p.A., attraverso un’analisi effettuata internamente, ha individuato alcuni Processi Sensibili le cui attività sono state analizzate e, dove ritenuto necessario, integrate con nuovi protocolli di controllo, che sono comunque in costante e continuo aggiornamento.
    Il Processo Sensibile nel cui ambito, in linea di principio, è stato riscontrato il rischio di potenziale commissione dei reati in oggetto è il seguente:

    • Gestione degli adempimenti ai sensi del D.Lgs. 109 del 16 luglio 2012

    Il Processo Sensibile deve essere svolto conformandosi alle leggi vigenti, alle norme del Codice Etico, ai valori e alle politiche della Società e alle regole contenute nel Modello e nei protocolli attuativi dello stesso.
    In linea generale, il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli, in particolare per quanto attiene l'attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative.

    9. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

    9.2. Principi generali di comportamento

    I principi di comportamento di carattere generale di seguito richiamati si applicano ai Destinatari del presente Modello che, a qualunque titolo, siano coinvolti nelle attività “sensibili" rispetto al Reato di Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
    Alla luce delle considerazioni di cui sopra, è primariamente richiesto a tutti i Destinatari il rispetto degli obblighi previsti dal sistema di deleghe e procure aziendale in materia ambientale.
    In particolare, ai Destinatari del Modello che, con specifico riferimento alle attività aziendali connesse al processo strumentale sopraindicato, si affidano a soggetti terzi, è richiesto di:

    • rispettare scrupolosamente la normativa;
    • predisporre una specifica procedura per l’assunzione di lavoratori stranieri;
    • adeguare il sistema delle deleghe e procure in materia di assunzione dei lavoratori;
    • Implementare un sistema di monitoraggio delle vicende relative ai permessi di soggiorno (scadenze, rinnovi,etc…);
    • Predisporre una specifica procedura/check list per la stipula di contratti di somministrazione di lavoro, d’opera e di appalto;
    • Adeguare il sistema delle deleghe e procure in materia di stipulazione di contratti che implicano, da parte delle controparte, l’impiego di forza lavoro;
    • Richiedere ai fornitori o partner commerciali di uno specifico impegno il rispetto della normativa in oggetto.

    Coloro che svolgono una funzione di controllo e supervisione sugli adempimenti connessi all’espletamento delle sopra menzionate attività devono porre particolare attenzione in ordine all’attuazione degli adempimenti stessi e riferire immediatamente al proprio referente aziendale e, in caso di situazioni di significativa gravità, all’Organismo di Vigilanza, presunte irregolarità e/o non conformità eventualmente riscontrate nei siti della Società.

    10. I CONTROLLI DELL’O.D.V.

    L’O.d.V. effettua specifici controlli e, periodicamente, controlli a campione sulle attività connesse ai Processi Sensibili, diretti a verificare la corretta implementazione delle stesse in relazione alle regole di cui al Modello.
    A tal fine, all’ O.d.V. viene garantito libero accesso a tutta la documentazione aziendale rilevante.

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